Fondali bassi nello scalo, due navi in difficoltà

Ortona. La “Irma” trainata dai rimorchiatori: è stata due giorni alla fonda Stessa situazione per la Federal Baltic: non potrà entrare prima di giovedì
ORTONA. È approdata allo scalo marittimo di Ortona domenica, trainata da due rimorchiatori la nave “Irma”, una Bulk Carrier costruita nel 2009 che naviga attualmente sotto bandiera di Cipro. Trainata da due rimorchiatori, la nave da carico - 200 metri di lunghezza e 6,40 metri di pescaggio - ha potuto attraccare dopo essere stata due giorni alla fonda, in attesa delle condizioni favorevoli per entrare in porto. Ed ora sempre alla fonda c’è un’altra nave da carico, la Federal Baltic, con caratteristiche praticamente identiche a quella appena citata, che potrà entrare in porto solo nella giornata di giovedì.
Entrambe trasportano granaglie in arrivo dal Canada per aziende locali e hanno dovuto alleggerire il carico al porto di Ravenna prima di poter fare il loro ingresso ad Ortona, perché il pescaggio all’imboccatura sarebbe di appena 6,70 metri.
Nessuna emergenza, sia chiaro, tant’è che alla Capitaneria non sono arrivate segnalazioni, ma queste due testimonianze dimostrano ancora una volta l’impellenza di dragare in fretta i fondali dello scalo ortonese. Transitare su altri porti - in questo caso Ravenna - per alleggerire il carico prima di approdare nella città di San Tommaso, significa avere costi aggiuntivi che certamente non invogliano gli armatori a scalare ad Ortona.
La vicenda legata all’escavazione dei fondali è ormai nota a tutti e si trascina da anni tra le lungaggini dei tempi burocratici e ricorsi. Una situazione che non agevola l’economia locale e più in generale dell’intera regione. Tutto è in itinere, ancor di più dopo la notizia degli ultimi giorni relativa al fatto che il Tribunale amministrativo regionale dell'Aquila ha definitivamente annullato l’autorizzazione, rilasciata dalla Regione Abruzzo in favore del Comune di Ortona, per scaricare in mare materiale di escavazione del porto di Ortona a cinque miglia dalla costa di Montesilvano. I giudici amministrativi hanno quindi accolto pienamente il ricorso proposto dall’area marina protetta (Amp) Torre del Cerrano con i Comuni di Pineto, Silvi, Città Sant’Angelo e Montesilvano. Un tassello di cui si dovrà tenere conto e con risvolti che saranno da chiarire.
Inoltre nei giorni scorsi l’esperto di portualità Euclide Di Pretoro era intervenuto per sollecitare il sindaco e l’amministrazione comunale sulle tematiche inerenti il dragaggio: «Con i ritardi di una burocrazia insopportabile, di una giustizia amministrativa che certo non tiene conto dei tempi dell’economia e amministrazioni che non sanno assumersi responsabilità», aveva dichiarato, «si rischia di perdere un finanziamento comunitario di 9,35 milioni di euro, con danni incalcolabili per la città e per l’Abruzzo».
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