Fondi alla rassegna cuochi, assolto Falconio

12 Maggio 2016

Villa Santa Maria, dopo quattro anni di udienze cadono le accuse per l’ex sindaco e il geologo

VILLA SANTA MARIA. Assolti con formula piena perché il fatto non sussiste. Il collegio del tribunale di Lanciano, presieduto dal giudice Andrea Belli, ha fatto cadere le accuse di concorso in peculato, abuso di ufficio e violazione in materia di contabilità pubblica, per l’ex sindaco di Villa Santa Maria, Francescopaolo Falconio, e per il geologo Gianluca Taddei.

Quattro anni di udienze e ansie per l’ex primo cittadino e per l’esperto, che si sono chiusi con una assoluzione che rende giustizia ai due e cerca di restituire loro la serenità persa in questi anni. A portare in aula l’ex sindaco Falconio, e anche la dipendente responsabile dell’ufficio Ragioneria che patteggiò la pena nel 2014, è stata la questione relativa al finanziamento comunale di diecimila euro dato all’Ente gestore rassegna cuochi, prima ancora della rassegna. Mentre di concorso in abuso di ufficio i tre hanno risposto perché «avrebbero procurato un ingiusto vantaggio di 16.511 euro a Taddei. Falconio senza alcuna delibera avrebbe affidato verbalmente, tra settembre e novembre 2007 al geologo Taddei l’incarico di relatore dei rapporti sull’ex discarica comunale di Pietragrossa, disponendo la liquidazione delle somme effettuata in assenza di documentazione dalla responsabile della ragioneria».

L’inchiesta dei carabinieri del paese destò scalpore a Villa Santa Maria perché vennero effettuate perquisizioni nelle abitazioni degli indagati e sequestrati computer e documenti. Ma l’ex sindaco, assistito dagli avvocati Augusto La Morgia del foro di Pescara e Giorgio Fini del foro di Roma, durante l’inchiesta e poi il processo ha sempre affermato e difeso la correttezza del suo operato e ribadito che non erano stati commessi irregolarità e abusi. E, dopo un lungo e complesso dibattimento, grazie ai legali è riuscito a dimostrare che non c’era peculato, né tanto meno abuso d’ufficio tanto che la formula di assoluzione è stata piena, “perché il fatto non sussiste”.

«Ha vinto l’Italia che vale», commenta commosso l’ex sindaco Falconio, «un processo innescato da acrimonia politica e squallide vendette personali che solo l’ottimo lavoro svolto dalla Procura e dal collegio giudicante ha saputo portare sui binari della giusta definizione. Il pensiero più bello è per la mia famiglia che non mi ha mai fatto mancare il supporto necessario in questi anni bui». (t.d.r.)

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