Fondi, Chieti salta il turno

Doccia fredda. Attendeva 11 milioni ma finisce quasi in coda alla lista delle città
CHIETI. Chieti salta il turno. Finita in fondo alla classifica dei progetti finanziabili dallo Stato, vede slittare la possibilità di attingere subito agli oltre 11 milioni per la riqualificazione urbana. L’Amministrazione comunale aveva partecipato al bando del governo Renzi insieme all’Agenzia del demanio, bando su cui l’Anci (l’Associazione nazionale dei comuni italiani) di cui il sindaco Umberto Di Primio è vice presidente nazionale, aveva lavorato insieme al governo. Lo scopo era far arrivare fondi per risistemare punti nevralgici della città: piazza San Giustino, il parcheggio sotterraneo del Terminal Bus, i parcheggi della caserma Berardi e la ex scuola Vicentini. Gli 11.172.890 euro che sarebbero dovuti servire per i quattro progetti vanno a finire in coda ai finanziamenti che arriveranno invece subito ai primi 24 progetti in graduatoria. Secondo il Decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 6 dicembre scorso, infatti, “i progetti dal numero 1 al 24 sono finanziati” con apposite risorse (articolo 1, comma 978, legge 28 dicembre 2015, numero 208), “gli ulteriori progetti saranno finanziati con le risorse che saranno successivamente disponibili”. Una formula un po’ vaga per far dormire sonni tranquilli al sindaco Di Primio.
AL 95° POSTO. Su 120 progetti che hanno partecipato al bando ministeriale, quello teatino è arrivato al 95° posto. Ha totalizzato 40 punti mentre l’ultimo dei progetti finanziati (quello di Bologna) ne ha riportati 72. Il posto così in basso è forse dovuto anche al fatto che il Comune ha presentato solo il progetto di fattibilità e non quello esecutivo. La graduatoria è stata stilata da un Nucleo di valutazione nominato lo scorso 6 settembre con decreto della Presidenza del consiglio dei ministri, di cui faceva parte anche il segretario generale dell’Anci, Veronica Nicotra. Il progetto che ha totalizzato più punti (95) e che vedrà dunque assegnarsi i quasi 40 milioni di euro chiesti è quello della città metropolitana di Bari, il cui sindaco, Antonio Decaro del Pd, dal 12 ottobre scorso è anche presidente nazionale Anci. Al secondo posto c’è il progetto del Comune di Avellino, guidato dal sindaco Paolo Foti di centrosinistra. Al terzo, arriva il Comune di Lecce, sindaco di centrodestra Paolo Perrone, vice presidente vicario Anci. Seguono Vicenza (sindaco Achille Variati, Pd), Bergamo (sindaco Giorgio Gori, Pd), Modena (sindaco Gian Carlo Muzzarelli, Pd), Firenze (sindaco Dario Nardella, Pd), Torino (sindaco Chiara Appendino, M5S), Grosseto (sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, centrodestra) e Mantova (sindaco Mattia Palazzi, Pd).
I PROGETTI. I quattro progetti proposti dal Comune riguardano innanzitutto la riqualificazione architettonica di piazza San Giustino, da anni utilizzata come parcheggio. Il progetto era quello di liberarla dalle auto attraverso la costruzione di un nuovo piano interrato di parcheggio da realizzare nell'ambito dell’ampliamento di quello del Terminal Bus. Qui sono previsti, infatti, altri 150 posti auto che avrebbero dovuto sommarsi ai 130 esistenti. Sgombra dalle auto, la piazza avrebbe visto nuovi arredi, pavimentazione e illuminazione. Anche per il Terminal era prevista una riqualificazione ambientale, paesaggistica e funzionale e pure la riconsegna dei lavori del tunnel che lo collega al centro storico. In continuità con l'accordo di programma sottoscritto tra Comune e Agenzia del demanio per la rifunzionalizzazione della ex caserma Berardi, si è deciso inoltre di potenziamento i posti auto pubblici nell’area, costruendo un parcheggio seminterrato sotto la caserma e ottimizzando quelli a raso all’interno della Berardi. Infine per la scuola Vicentini, si è pensato a una demolizione per far posto a strutture scolastiche ludico-sportive e a un orto botanico. Tutto rinviato.

