Fondi donati per gli scavi in piazza Il sindaco si dissocia dai promotori

11 Giugno 2021

Altolà della maggioranza di centrosinistra al comitato “Chieti è anche mia” che ha promosso la raccolta Ferrara: «Assurdo creare ingerenze sui lavori in corso». D’Agostino: «Iniziativa concordata con te»

CHIETI. Arrivano in Comune i primi 7mila euro raccolti dal comitato “Chieti è anche mia” e scoppia la polemica. I soldi sono stati raccolti dal comitato promosso da Patrizia D’Agostino affinché il Comune possa valorizzare i reperti archeologici nascosti sotto la piazza. Il Comune ha lasciato fare fino a quando non ha pensato che la donazione potesse portare a un blocco o anche solo un rallentamento dei lavori per la costruzione della nuova piazza. Il fatto che nel volantino della raccolta fondi ci fosse il logo del Comune, mai autorizzato dall’ente, ha suscitato ancora più allarme all’interno della maggioranza.
Ed ecco che ieri è arrivato l’altolà del sindaco Diego Ferrara insieme a tutta la sua maggioranza: «Va detto che il Comune ha stretto una sinergia fattiva con la Soprintendenza Archeologia», si legge nella nota comunale, «che di fatto è il braccio operativo del ministero dei Beni culturali sul territorio e proprio per questo ci sembra non solo assurdo, ma anche irresponsabile, affidare ad altri qualsiasi tipo di iniziative e ingerenze sugli scavi. Ci fa comunque piacere che ci siano persone ispirate dalla volontà di rendersi utili per la propria città. Ma altra cosa è chiamare a raccolta i cittadini, alimentando anche una sottesa propaganda, visto che l’iniziativa sarebbe nata per alimentare “uno spirito di appartenenza che manca a questa città” nonché dare corpo al “desiderio di riappropriarci delle nostre scelte, la necessità di avere una corretta informazione”, come abbiamo letto nelle dichiarazioni della cordata. Altra cosa, infine, rischiare di innescare azioni collaterali al fine di rallentare o, peggio, bloccare i lavori, alimentando nei cittadini un sentimento di ostilità verso i lavori, tant’è che oltre agli esposti da parte di ignoti, il cantiere è stato anche recentemente violato, nottetempo. A fronte di tutto questo, pur ringraziando tutti coloro che hanno aderito alla raccolta fondi finalizzata a supportare il Comune negli oneri necessari per gli scavi archeologici in piazza San Giustino, va chiarito che neanche con le migliori intenzioni una donazione privata può essere innestata nell’iter di un appalto pubblico in corso senza creare disagi alla città in termini di procedure e rallentamenti, questo dicono le normative a cui, come istituzione, facciamo e faremo sempre riferimento e a queste ci atterremo».
Il comitato “Chieti è anche mia” ha reagito con incredulità di fronte alla nota del Comune: «Siamo stati ricevuti dal sindaco», ha detto D'Agostino, «ci sembrava molto contento di fronte alla nostra iniziativa. Abbiamo concordato tutto con lui, persino la conferenza stampa alla Casina dei Tigli di sabato. E ora non sappiamo cosa sia successo. Voglio comunque ricordare e sottolineare che la donazione non è vincolata e che l’iniziativa non ha connotazione politica». (a.i.)
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