Fondi per i nuovi negozi, il Comune ci riprova

18 Ottobre 2016

Inutilizzati gli incentivi per aprire attività imprenditoriali nel centro storico Degrado, criminalità, pochi posti auto e i limiti della Ztl scoraggiano i giovani

LANCIANO. Non ha avuto gli effetti sperati il bando per la concessione di contribuiti a fondo perduto per l’apertura di nuove iniziative imprenditoriali, artigianali e commerciali finalizzate al recupero, alla promozione e riqualificazione del centro storico. Dei 150mila euro messi in campo dai partner dell’iniziativa -Comune, Camera di commercio e Bper banca (ex Bls, Banca popolare di Lanciano e Sulmona)- ce ne sono ancora 92.429 inutilizzati e il bando è già alla terza pubblicazione. Sono pochissime le nuove attività che hanno beneficiato dei contributi e il centro storico e i suoi quartieri Borgo, Sacca, Civitanova e Lancianovecchia, sono ancora visti da potenziali imprenditori e giovani in cerca di nuove opportunità lavorative come una periferia da evitare e non come una risorsa su cui puntare. Degrado, criminalità, mancanza di posti auto, locali fatiscenti e problemi connessi all’applicazione della zona a traffico limitato sono rimasti i principali scogli alla rinascita di una vivacità commerciale e imprenditoriale che riporterebbe la parte più vecchia e suggestiva della città agli antichi splendori. Eppure nel 2013 si era partiti pensando in grande. L’allora assessore alle attività produttive, Pino Valente, nella presentazione del nuovo regolamento per favorire le attività imprenditoriali e commerciali nel centro storico, aveva parlato di «spalmare sulla zona un potenziale giro d’affari di 500mila euro». Ma il progetto, a distanza di tre anni, non è mai veramente decollato. Ci riprova il nuovo assessore Francesca Caporale, che ripresenta lo stesso bando con scadenza al 31 marzo 2017. Ogni nuova attività potrà quindi contare su un contributo pari al 30% delle spese sostenute e documentate non superiore a 15mila euro per ciascuna impresa. Le attività dovranno concentrarsi sui quartieri Borgo, Sacca, Civitanova e Lancianovecchia. Potranno essere avviati locali per la somministrazione di alimenti e bevande, botteghe artigianali, negozi di oggettistica e manufatti di artigianato artistico e tradizionale, vendita di prodotti tipici enogastronomici. Sono ammesse al contributo anche le attività risultanti da trasferimenti di sede dell’esercizio da altre zone del territorio comunale. «Questa volta rispetto ai bandi precedenti», spiega l’assessore Caporale, «potremo contare anche sul contributo economico e supporto del Gal (gruppo di azione locale, ndc) Maiella Verde a cui ha recentemente aderito il Comune di Lanciano. È un incentivo in più perché il Gal è particolarmente interessato alla promozione di prodotti tipici locali le cui botteghe o punti vendita di riferimento potranno trovare un terreno fertile ideale proprio nel centro storico. Il Gal presenterà dei progetti in Regione che poi potranno essere accolti e finanziati. Lanciano come comune capofila del territorio frentano ha molte chance da cogliere».

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