Fondo Sacchetta, assolti Nasuti e tre ex assessori

La sezione di appello della Corte dei conti stabilisce che non ci fu danno erariale «Il denaro fu utilizzato solo per fini istituzionali, non per vantaggi personali»
BOMBA. I fondi furono utilizzati per il perseguimento di fini istituzionali dell’ente, e non per arrecare vantaggio agli amministratori dell’epoca. Per questo motivo la seconda sezione giurisdizionale d’appello della Corte dei conti di Roma ha annullato la condanna per danno erariale inflitta all’ex sindaco di Bomba, Raffaele Nasuti, e altri tre membri dell’esecutivo, Salvatore Romagnoli, Sebastiano De Laurentis e Teresa Martorella. In primo grado erano stati condannati a pagare 106.394,69 euro, in parti uguali tra loro, oltre alla rivalutazione monetaria, agli interessi legali e alle spese del giudizio. I quattro ex amministratori erano finiti a giudizio di responsabilità contabile per l’utilizzo del fondo a destinazione vincolata, costituito con lascito testamentario nel 1963 dal commendator Tommaso Sacchetta. Il conto, alimentato da fitti di immobili siti nel comune di Roma, era destinato «a favore di adolescenti di ambo i sessi, non benestanti e meritevoli di essere aiutati per frequentare, fuori Bomba, le scuole secondarie fino all’accesso alle università». L’amministrazione li aveva destinati per far fronte a una temporanea crisi di liquidità dell’ente, ed evitare il ricorso all’anticipazione di tesoreria ben più onerosa. Il termine del mandato non aveva consentito al sindaco e ai tre assessori di adoperarsi per il reintegro, ma le somme erano state regolarmente iscritte in bilancio.
«Non avevamo dubbi», ha commentato Nasuti, «sapevamo che il nostro comportamento era stato corretto, e che la tesi del danno erariale era del tutto insostenibile. Abbiamo atteso oltre 4 anni, ma finalmente la nostra correttezza è stata dichiarata dalla sentenza del massimo organo contabile. Voglio ringraziare i difensori, il professor Aristide Police e l’avvocato Maria Sirolli, i quali, a fronte di una forte riduzione del danno contestato ( la richiesta della Procura generale presso la sezione d’appello, dai 106.000 euro del primo grado era stata ridotta a circa 6.000) euro, hanno ribadito la nostra volontà di non accontentarci, poiché vi era un nostro interesse morale a far valere l’assenza di un illecito».
L’ex assessore Romagnoli, ora membro del cda della Fondazione Sacchetta, aggiunge: «Ora il Comune di Bomba, con alla guida il denunciante Di Santo, non potrà più ritardare e dovrà onorare il debito di 106.000 euro nei confronti della Fondazione Sacchetta, non ci sono più scuse». La sezione di appello ha chiarito definitivamente che «non è contestato che l’utilizzazione dei fondi abbia generato spese illegittime, o comunque prive di riferimento ai fini istituzionali. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

