Fondovalle Sangro «Il cantiere è fermo e la Regione dorme»

19 Marzo 2023

Il deputato D’Alfonso (Pd) striglia la giunta a guida Marsilio «Bisogna seguire passo passo i lavori fino alla conclusione»

GAMBERALE. Lavori per il completamento della Fondovalle Sangro: ieri il deputato Luciano D’Alfonso (Pd), nel corso di una conferenza stampa, ha puntato il dito contro la Regione: «I lavori sono fermi, questo ente mostra solo disinteresse». Le cause vanno probabilmente ricercate nell’aumento dei prezzi e nelle sorprese orografiche emerse dal cantiere.
La Fondovalle Sangro è un’opera strategica che collega il Tirreno all’Adriatico dando agevolazione alle esigenze della trasportistica che arriva dalla Val di Sangro, il più grande distretto produttivo d’Abruzzo. Il cantiere si sviluppa complessivamente su 20 ettari, da realizzare saranno 5,3 chilometri, completamento tra le stazioni di Gamberale e Civitaluparella, di questi 2,5 saranno in galleria e 1,2 si svilupperanno su viadotti. L’inizio dei lavori scattò a febbraio 2018 e la fine era prevista per il 2022. «Questo il computo delle risorse - per reperire la quali vi fu un grande ruolo della giunta regionale da me presieduta», afferma D’Alfonso, «che permisero di avviare l’appalto e cantierare i lavori: Masterplan (fondi regionali stanziati dalla Regione Abruzzo): 78 milioni Decreto Sblocca Italia 2014: 62 milioni, Legge stabilità 2013: 30 milioni, Legge 388 del 2000: 20,4 milioni per un totale: 190,4 milioni». A vincere l’appalto fu l’impresa De Sanctis costruzioni, capogruppo della Rti aggiudicataria.
«Come Regione», spiega D’Alfonso, «curammo tutto l’iter dei pareri, e noto in questo una forte contraddizione con la distrazione della Regione attuale: una giunta regionale deve esercitare appieno la sua funzione di competenza sulle grandi opere. Purtroppo il cantiere è fermo da tempo per ragioni oggettive: è stata trovata una sacca di metano profonda duemila metri, inoltre i costi sono lievitati notevolmente». L’Anas deve ora fare una perizia di variante suppletiva del valore di almeno 20 milioni.
«C’è bisogno di un monitoraggio costante della sacca di metano che potrebbe generare esplosioni pericolosissime. In precedenza», precisa D’Alfonso, «c’era stato il sequestro di alcuni metri cubi di materiale inerte, e la Regione in quell’occasione fu distratta e disinteressata: non si presentò nessuno. Eppure un cantiere di quest’importanza ha bisogno di cura, ma ci fu più premura per far arrivare il Napoli calcio a Castel di Sangro. L'Anas e impresa sono stati lasciati soli».
Il cantiere è stato completato al 51 per cento, con un pagamento di 64 milioni di euro. La Regione fa sapere che ad aprile si farà la perizia di variante e dopo due mesi ripartiranno i lavori. «Noi sappiamo cosa è una perizia di variante suppletiva. È un atto amministrativo che determina un rinnovamento contrattuale. In questo caso ci vogliono almeno 20 milioni di euro, che vanno reperiti, e soprattutto bisogna realizzare un importante monitoraggio per la sacca di gas emersa in corrispondenza della produzione di cantiere in galleria. Invito», conclude il deputato, «il sottosegretario Umberto D’Annuntiis, il presidente Marco Marsilio e tutta la giunta regionale in scadenza ad occuparsi di questi lavori. Stiamo parlando della più grande opera pubblica della regione, anche questa ereditata dalla passata legislatura. Ringraziare l’Anas e l’impresa che stanno realizzando i lavori con il massimo della competenza e diligenza».
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