Fonte di Venere a rischio crollo Appello alla Soprintendenza

18 Settembre 2018

FOSSACESIA. A distanza di tre anni dal primo appello, il presidente dell’associazione “Terra Nostra”, Ettore Frutti, torna all’attacco per segnalare le sorti in cui si trova l’antica “Fonte di Venere”...

FOSSACESIA. A distanza di tre anni dal primo appello, il presidente dell’associazione “Terra Nostra”, Ettore Frutti, torna all’attacco per segnalare le sorti in cui si trova l’antica “Fonte di Venere”, realizzata in epoca romana sotto il muraglione dell’abbazia di San Giovanni in Venere, a Fossacesia. Una lettera, per ricordare che a distanza di anni nulla è stato fatto, è stata inviata da Frutti alla Soprintendenza archeologica- belle arti e paesaggio dell’Abruzzo e per conoscenza al prefetto di Chieti e al sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio.
«Fonte di Venere», ha spiegato Frutti, «è a concreto rischio crollo. La struttura presenta preoccupanti crepe in corrispondenza delle murature in pietra che, con il trascorrere il tempo, stanno diventando sempre più vistose e allarmanti. Probabilmente la causa del dissesto potrebbe essere attribuita a una grande quercia soprastante l’antico monumento, le cui radici stanno spingendo le pareti dell’antica fontana generando di conseguenza una grossa crepa, campanello d’allarme di un possibile crollo di una porzione di muratura. L’interno della fonte romana è costituito da due vasche in pietra, attualmente colme d’acqua proveniente da una vicina sorgente naturale ancora attiva. La volta della struttura è in gran parte a botte, dove si notano due fori circolari dai quali un tempo si calavano i secchi legati a funi per attingere l’acqua».
Secondo una popolare tradizione pagana, praticata fino alla metà del XX secolo, le donne desiderose di concepire un figlio andavano lì per attingervi l’acqua. «La struttura», ribadisce Frutti, «è in grave stato di degrado per cui ha bisogno di un immediato e accurato lavoro di restauro, che purtroppo tarda ad arrivare. Sollecito un urgente intervento da parte della Soprintendenza, al fine di mettere in sicurezza, e poi, successivamente procedere al restauro dell’antica “Fonte di Venere”, in modo che essa possa essere finalmente visitabile a residenti e turisti».
Linda Caravaggio
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