Formichetti: sono pronto ma bisogna fare presto

Il funzionario potrebbe essere uno dei protagonisti nel nuovo polo di Febbo e Marzoli «Sono al servizio della città, punterei su nuovi parcheggi e su un piano per il turismo»
CHIETI. «Da oggi mi rimetto al servizio della città e, se si presenteranno le condizioni, valuterò le proposte ma bisogna farlo al più presto: ormai manca poco alla presentazione delle liste». Maurizio Formichetti, funzionario della prefettura e dirigente ciclistico, non si tira indietro e, per adesso, lascia una porta aperta a una possibile candidatura a sindaco. «Salvini è tornato a Chieti e ha confermato ancora una volta che il candidato sindaco è Fabrizio Di Stefano della Lega. A questo punto», dice Formichetti, «è pacifico che le primarie del centrodestra non si faranno più. A dire la verità, io sono sempre stato scettico sulle primarie, fin da quando ho aderito alla proposta dell’assessore regionale di Forza Italia Mauro Febbo. E sottolineo che la mia adesione a quell’idea è legata solo all’amicizia con Febbo: non c’entra la politica, io sono il candidato di Febbo e non di Forza Italia». Sono in corso contatti per la nascita di un terzo polo tra Febbo e il consigliere di Italia Viva Alessandro Marzoli: un asse trasversale per fermare la Lega con i simboli dei partiti sacrificati all’altare del civismo. «Qualcuno ha asserito che sarei io il candidato di questa coalizione ma dalle dichiarazioni del commercialista Maurizio Di Cola su Rete8 e sul Centro sembra che lui stesso sia tra gli interessati. Ho parlato più volte con Febbo mentre con altri non ho mai discusso. Diciamo che in questa città, adesso, si parla troppo e a sproposito».
Si vuole spiegare?
«Non si riesce ancora a capire che chi farà il sindaco non guiderà un circo o un circolo privato ma si troverà ad affrontare problemi seri. Commercio ed edilizia in crisi, strade rotte, mancanza di parcheggi, senza pensare ai problemi economici del Comune: sindaco, assessori e consiglieri dovranno corciarsi le maniche».
E Formichetti sarebbe disposto a farlo?
«Io lavoro per la città già da tanto tempo anche se qualcuno mi etichetta soltanto come un ciclista. Da oggi mi rimetto al servizio della città e, se si presenteranno le condizioni, valuterò le proposte ma bisogna farlo al più presto. Io mi ritengo un amministratore e non un politico e Chieti avrebbe bisogno di essere amministrata».
Un sindaco più amministratore e meno politico?
«Non ho niente in contrario a Di Stefano, che ha una lunga storia dal consiglio comunale al Parlamento, ma c’è bisogno di altro in questo periodo storico in cui la città si trova a fare i conti con la perdita di tanti punti di riferimento burocratici».
Se fosse sindaco cosa farebbe subito?
«Più parcheggi perché sono necessari a dare respiro alla città e ad abbassare il traffico in centro storico. Poi mi getterei a capofitto nel turismo: Chieti ha tutto per essere una città turistica e chiunque viene a visitarla resta esterrefatto dalla sua bellezza. Il guaio è che questa bellezza si perde sempre di più: l’unica piazza che abbiamo, piazza San Giustino, è adibita a parcheggio e il manto è rovinato. Chi governerà la città dovrà liberare piazza San Giustino dalle auto».

