Forte visita il Pronto soccorso: è un inferno

Il vicesindaco denuncia: ho visto scene incredibili con i pazienti in coda per ore. E attacca Regione e Asl
VASTO. Il Pronto soccorso dell’ospedale San Pio di Vasto è affanno. Lo dice il vicesindaco Giuseppe Forte dopo una visita: «È un inferno dantesco», queste le parole usate da Forte per descrivere medici stremati e pazienti sofferenti. «È stata una esperienza dolorosa», racconta, «resa ancor più sconvolgente dalle immagini e dalle sensazioni colte nell’attraversare uno spazio di poche decine di metri quadrati. Era tarda sera e nonostante l’ora, in quello spazio, si trovavano in attesa diverse decine di persone. Il nervosismo era palpabile. C’era chi si lamentava per la lunga attesa e chi imprecava per i ritardi; un paziente su una sedia a rotelle perdeva sangue da una gamba; un altro ancora minacciava di chiamare le forze dell’ordine; e c’era anche chi lamentava di essere stato lasciato lì dai congiunti. Medici e infermieri, sembravano formichine intente nel loro lavoro impegnate nel cercare di lenire il più velocemente il dolore dei pazienti. Oltrepassata la porta del Pronto soccorso, ho visto pazienti adagiati sulle barelle. Nelle piccole poche stanze altri cittadini assistiti dal personale in servizio in quelle ore. Una sorta di inferno dantesco», denuncia il vicesindaco.
Il racconto prosegue: «La vigilia di Ferragosto, davanti al San Pio ho visto una lunga fila di persone in attesa sulla passerella di accesso. La stanza del Pronto soccorso non riusciva a contenerli tutti». Dopo aver descritto il disagio e il dolore di centinaia di persone, Forte stigmatizza l’elogio che il sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca, ha fatto al governatore Marco Marsilio, all’assessore alla sanità Nicoletta Verì e al direttore generale Asl Thomas Schael per aver “dirottato” su Vasto una tac inizialmente prevista a Lanciano. «Magnacca e i suoi referenti regionali», dice Forte, «hanno mai messo piede nel Pronto soccorso? Hanno almeno la percezione di quello che accade? Come si fa a plaudire l’operato di politici e amministratori che non sono stati in grado, a distanza di molti mesi, di attrezzare almeno una cucina da campo in un ospedale dove i pazienti continuano a mangiare pasti freddi che arrivano da altre zone. Come si fa ad elogiare chi ha completamente abbandonato l’idea di realizzare il nuovo ospedale comprensoriale di Vasto (per il quale i soldi c’erano) optando per una scelta che punta a localizzare la nuova struttura in Val di Sangro? Per non parlare della sala di emodinamica ormai cancellata. Marsilio e la Verì, presenti a Vasto solo per feste e accoglienze politiche», conclude il vicesindaco, «farebbero bene a dare uno sguardo all’interno del San Pio, a parlare con i medici e il personale paramedico che vivono sulla propria pelle nella quotidianità i problemi di un ospedale di periferia che offre servizi a decine di migliaia di cittadini non solo della Regione».

