Forza Italia: ignorata la maxi rateizzazione

Scontro tra D’Ingiullo e Di Primio sulle cartelle mai pagate: troppi ritardi, non è pronto il piano da 31 milioni
CHIETI. Nuovo scontro tra il gruppo di Forza Italia e il sindaco Umberto Di Primio: al centro della polemica c’è la maxi rateizzazione da 31 milioni di euro per recuperare tasse e multe mai pagate. Un’operazione che, il 22 maggio scorso, era approdata in consiglio comunale ma che poi, tra le polemiche e i pareri contrari di un dirigente e dei revisori dei conti, era stata ritirata. In quell’occasione Di Primio aveva assicurato che il via libera al piano per la rateizzazione delle cartelle insolute di Ici, Imu, Tasi, Tarsu, Tia, Tari, acqua, pubblicità e pubbliche affissioni e Cosap sarebbe arrivato «entro il 15 giugno». Ma il 15 giugno è oggi e, dice Marco D’Ingiullo, capogruppo di Forza Italia, «niente è stato fatto».
I numeri dicono che la rateizzazione è un’operazione decisiva, per le casse del Comune e per i cittadini in debito: sono 10.981 i residenti che hanno ricevuto i solleciti e non hanno saldato il conto aperto con il Comune; altri 2.215, poi, sono le imprese, le associazioni e gli enti privati in debito con l’amministrazione; la rateizzazione riguarda 13.196 posizioni. Gli oltre 10mila residenti-evasori devono 17.238.485,66 euro. Il resto è dovuto da più di 2.200 persone giuridiche per un totale di altri 13.601.882,07 euro.
«Come avevamo previsto», dice D’Ingiullo anche a nome dei consiglieri Maura Micomonaco, Emiliano Vitale e Maurizio Costa, «la modifica del regolamento delle entrate, la cui approvazione era stata promessa dal sindaco entro il 15 giugno, non è ancora approdata in consiglio. Un regolamento da approvare urgentemente, vista la grande crisi che attanaglia non solo tantissime famiglie ma anche moltissime imprese nella nostra città. Noi di Forza Italia, prevedendo che sarebbe andata a finire in questo modo, avevano giustamente chiesto di poter abbinare la delibera con il bilancio di previsione (documento al quale l’amministrazione teneva particolarmente), in modo da garantirne la sua approvazione. Quindi, morale della favola: altri ritardi e altri inconvenienti nei confronti di quei poveri cittadini e povere aziende che, attraverso una maggiore dilazione di pagamento, potrebbero non solo mettersi in regola con l’ente ma garantire nel contempo maggiore liquidità alle casse comunali». (p.l.)

