Forza Italia ora rilancia: «Vogliamo le primarie»

Oggi all’Aquila il vertice per la scelta del candidato sindaco: si va allo scontro La Lega non cede su Di Stefano e anche Fdi alza la testa: «Non siamo sudditi»
CHIETI. È il giorno decisivo per la scelta del candidato sindaco del centrodestra e si va verso lo scontro: oggi alle 15, nella sede del consiglio regionale all’Aquila, è in programma la riunione tra i capi dei partiti. Un vertice allargato: per la Lega ci saranno il deputato Luigi D’Eramo e il commissario cittadino Giovanni Angelucci, per Forza Italia il senatore e coordinatore regionale Nazario Pagano e l’assessore regionale Mauro Febbo, per Fratelli d’Italia Etel Sigismondi, coordinatore regionale, e Antonio Tavani, coordinatore provinciale, e per l’Udc, Andrea Buracchio, segretario provinciale.
Sono due i fronti contrapposti: la Lega, che ha già indicato Fabrizio Di Stefano come candidato sindaco, e Forza Italia che con Febbo ha lanciato la proposta delle primarie di coalizione. E Forza Italia va avanti: al tavolo di oggi, Febbo è pronto a parlare delle primarie. Se l’esperimento andasse in porto, Febbo vorrebbe puntare su Maurizio Formichetti ma, nonostante un primo avvicinamento, non è affatto detto che Formichetti si lasci convincere: anche 5 anni fa, la sua candidatura era parsa possibile ma poi il funzionario della prefettura e appassionato di ciclismo ha scelto di non candidarsi. «La nostra proposta resta quella delle primarie», conferma Marco D’Ingiullo, capogruppo in Comune dei forzisti e fedelissimo di Febbo.
In mezzo, Fratelli d’Italia che si presenta all’Aquila «senza alcuna sudditanza politica»: la questione del candidato sindaco, fa capire Tavani, non è ancora chiusa. Se la Lega non vuole mettere in discussione l’ipotesi Di Stefano, indicato da Salvini in persona durante la parata al Supercinema del 22 dicembre scorso, anche Fdi vuole far sentire la propria influenza data per crescente e recitare la parte dell’attore protagonista: «Siamo pronti», avverte Tavani, «sia alle primarie presentando un nostro candidato oppure a stringere un accordo politico con gli alleati: la democrazia è tipica del nostro partito».
La previsione, per ora, è quella di un muro contro muro anche se il centrodestra non vuole presentarsi diviso alle amministrative: una frantumazione – con la Lega, Fratelli d’Italia e la lista del sindaco uscente Umberto Di Primio da una parte e, dall’altra, Forza Italia – non conviene a nessuno. Anche perché, in casa centrodestra, resta l’incognita Paolo De Cesare: l’imprenditore e componente del cda del Teatro Marrucino è intenzionato a correre da sindaco con l’appoggio di un altro giovane imprenditore, Manuel Pantalone, e di altre liste civiche come Azione politica che potrebbe schierare anche Giustino Angeloni.
Anche se oggi non dovesse arrivare l’accordo, l’obiettivo del centrodestra è stringere un patto il prima possibile. Per adesso, l’Udc è l’anima più tranquilla della coalizione: Buracchio e i suoi non vogliono mettersi di traverso e la parola d’ordine è trattare.
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