Forza Italia si spacca sulle dimissioni di Febo

22 Luglio 2023

Per Zappone deve farsi da parte, ma Costa è garantista. E Di Stefano (Lega) gli augura di venirne fuori

CHIETI. Forza Italia si spacca sulla richiesta di dimissioni del presidente del consiglio comunale Luigi Febo, coinvolto nell’inchiesta sul cimitero di Francavilla. Dopo le posizioni accusatorie del consigliere Damiano Zappone, che gli ha chiesto di fare un passo indietro «per rispetto delle istituzioni e dei cittadini di Chieti e di Francavilla, altrimenti con tutta l’opposizione ci vedremo costretti a chiedere la sua sfiducia», scaglia una lancia a favore di Febo Stefano Costa, in coerenza con la linea garantista propugnata dagli esponenti del partito di centrodestra. Dello stesso avviso anche il consigliere della Lega ed ex senatore Fabrizio Di Stefano che sposa in pieno la posizione del sindaco Diego Ferrara e della sua maggioranza che ritengono «immotivate» le dimissioni.
«L'avviso di garanzia che ha raggiunto Luigi Febo, non certo come esponente politico e meno che nel ruolo che ricopre nel consiglio comunale, non dovrebbe trasformarsi in un’occasione di speculazione o, peggio, di strumentalizzazione politica», spiega Costa. «Nel caso specifico la magistratura dovrà fare le sue indagini per ipotizzare alla fine eventuali responsabilità tecniche, quindi di chi aveva la responsabilità di quel cantiere, che dovranno, nel caso, passare anche al vaglio del tribunale, perché chi rappresenta l'accusa, nel nostro sistema giudiziario, non rappresenta certo il vangelo». «Ci sarà tempo e modo perché Luigi Febo possa chiarire il suo operato e affermare le proprie ragioni», ci tiene a sottolineare Costa, «ma quello che trovo inaccettabile è che si arrivi a chiedere le dimissioni del nostro presidente del consiglio, con prese di posizione non solo demagogiche ma che aprono varchi anche a uno scorretto e pericoloso uso dei poteri, nel rapporto tra politica e magistratura». Esprime infine «fiducia e pieno rispetto della giustizia» ma anche «solidarietà piena all’architetto Febo, che peraltro al momento non è stato nemmeno rinviato a giudizio, ma è semplicemente sottoposto a indagini».
«Fa piacere vedere che il centrosinistra a Chieti, dopo anni, giunga su posizioni giustamente garantiste», commenta con ironia Di Stefano, ricordando la vecchia inchiesta che lo vide coinvolto e poi assolto con formula piena durante il primo mandato dell’ex sindaco Di Primio, quando Febo seduto tra i banchi dell’opposizione appoggiò il consiglio straordinario per chiedere le sue dimissioni. «Io, che garantista lo sono sempre stato, e che giudico sbagliato credere che la giustizia possa rappresentare uno strumento per condizionare gli esiti di vicende politiche», aggiunge Di Stefano, «ritengo dunque giusto che il presidente Febo continui a ricoprire il suo incarico e non si lasci assolutamente condizionare nella sua azione politica da questa vicenda. Gli auguro invece di cuore, e conoscendolo ne sono certo, di venirne fuori quanto prima, dimostrando la sua completa estraneità ai fatti». (y.g.)
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