Forza Italia spiazza tutti e punta sulla Piccinini

Il partito la candida alle primarie: «La città è pronta a un sindaco donna» L’annuncio dal coordinatore provinciale D’Amario, beffato Manlio D’Ortona
LANCIANO. Si attendeva da giorni una “sorpresa” dal centrodestra,e da Forza Italia in particolare, e alla fine è arrivata: l’avvocato Maria Grazia Piccinini è il candidato sindaco scelto dal partito per partecipare alle primarie di coalizione del prossimo 13 marzo. L’investitura è arrivata direttamente dai vertici provinciali del partito e, di fatto, esclude l’impegno elettorale nelle fila di Fi del capogruppo in consiglio comunale Manlio D’Ortona, visto come il candidato a sindaco naturale del partito di Berlusconi, ma che pure non aveva convinto tutta la base. Contro D’Ortona erano, infatti, intervenute diverse correnti e la scelta di un candidato si stava facendo attendere mesi.
L’avvocato Piccinini appare come il “coniglio dal cilindro”, una personalità forte che avrà il compito di mettere tutti d’accordo in vista delle primarie, terreno in cui si nota la presenza predominante del candidato dell’Udc, Errico D’Amico, e quella dell’ex sindaco Nicola Fosco, sostenuto da Fratelli d’Italia-An. «L’avvocato Piccinini, stimata professionista, molto nota a Lanciano per il suo impegno nel sociale», annuncia il coordinatore provinciale di Fi, Daniele D’Amario, «incarna in sè i valori e gli ideali del nostro movimento e rappresenta la novità assoluta delle primarie lancianesi. Tutto il nostro movimento si mobiliterà a sostegno della sua autorevole candidatura. Siamo certi di aver dato ai lancianesi l’opportunità di cambiamento richiesta per sostituire la disastrosa amministrazione Pupillo». La Piccinini non si presenta come una “anti Tonia Paolucci" né la spaventa il fatto di essere donna in un contesto politico di quasi soli uomini.
«Non sono anti nessuno», spiega, «nelle cose io mi approccio sempre puntando ai miei di obiettivi, non a quelli degli altri. E sul fattore donne Lanciano è sempre stata una città all’avanguardia: il tribunale è stato il primo in Abruzzo ad avere avvocati donna; in questo sono certa che la città sia pronta, una donna ha un modo diverso di approcciare le cose, sia in politica che nei periodi di crisi. È più pratica e concreta, arriva subito al nocciolo della questione».
In passato l’avvocatessa aveva escluso qualsiasi ipotesi di candidatura. «C’è stato un momento di stallo dopo l’esperienza con l’associazione Polis Frentana», spiega, «ma ho capito che per vincere una battaglia serve un esercito e in politica questo esercito al momento può essere rappresentato solo dai partiti». La prima cosa da fare in città? «Scardinare il modo di gestire gli interventi a pezzi, senza una visione globale: io penso al futuro, all’intero, a un’armonia generale. Dobbiamo trasformare questa città e per farlo dobbiamo sapere innanzitutto dove e come indirizzarla: parte tutto da lì».
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