Fosco non appoggia più D’Amico
L’ex sindaco si candida da solo. Crisi in Forza Italia: D’Amario accusa Paolini
LANCIANO. «È assurdo che proprio chi in passato ha imposto candidature “dall’alto” che hanno portato a sconfitte eclatanti in tutto il Chietino nel momento in cui il Pdl veleggiava al 40% ed era forza di governo in Regione e in Provincia, oggi abbia il coraggio di parlare». Daniele D’Amario, coordinatore provinciale di Forza Italia, è deciso a «dire tutta la verità sulle primarie a Lanciano», anche in risposta alle numerose polemiche post-voto. Lo scenario iniziale è quello che vede la scelta di un candidato alle primarie circoscritta solamente all’interno di Forza Italia, dal momento che il partito, per stessa ammissione di D’Amario, era «dilaniato da una vera e propria guerra tra bande». In questo contesto la candidatura, per precisa direttiva interna, doveva cadere sul capogruppo in consiglio comunale, Manlio D’Ortona, contro cui si alzò, però, «un vero e proprio fuoco di sbarramento».
«Tutto faceva presagire che il candidato potesse essere quindi Filippo Paolini», ricostruisce D’Amario, «il quale, anche se non ufficialmente, aveva lavorato in tal senso. Salvo poi, in perfetto stile Schettino, abbandonare la nave. La decisione finale sulla candidatura di Maria Grazia Piccinini è stata presa dopo un ultimo incontro nello studio dell’avvocato Paolini alla presenza della base locale di Fi. Tra gli intervenuti ricordo la presenza sicura di Paolini, della consigliera comunale Graziella Di Campli, della portabandiera locale Luciana Di Castelnuovo e di Angelo Palmieri. In tale sede mi venne comunicato che le uniche persone che avevano dato la disponibilità alla candidatura erano la Piccinini e Ivaldo Rulli; e che alla scelta avrebbe dovuto provvedere il provinciale e il regionale in quanto entrambe figure di alto spessore e che non vi era nessuna preferenza tra i due da parte della base lancianese». La scelta alla fine era ricaduta sulla Piccinini. Il resto è storia, con la candidata forzista che accusa il partito di non averla sostenuta e alcuni esponenti, tra cui lo stesso ex sindaco Paolini, che chiedono a gran voce le dimissioni di D’Amario.
Ma la bufera non investe solo Forza Italia. Il candidato di Fratelli d’Italia-An, Nicola Fosco, è pronto ad abbandonare la coalizione che vede come candidato sindaco l’esponente Udc e Ncd, Errico D’Amico. «Quelle di Lanciano», attacca Fosco, «sono state primarie “drogate”. Il mio è stato un ottimo risultato, io non ho fatto campagna elettorale per me ma per la coalizione, cosa che altri non hanno fatto. Il patto che avevamo sottoscritto è stato tradito e non esiste più», rimarca Fosco che in questi giorni si è riavvicinato a CasaPound, «inoltre un componente di quella coalizione si è defilato. Molto probabilmente andrò da solo alle elezioni: ho una casa di proprietà che è Alleanza per Lanciano libera, non ho bisogno di andare in affitto da altri». (d.d.l.)

