Fosse Imhoff, stop agli spurghi

Prima protesta dopo la sospensione del servizio: abbandonati in via Penne
CHIETI. Stop allo spurgo delle fosse Imhoff a Chieti. Con il passaggio delle reti all’Aca, sparisce il servizio di spurgo assicurato dal Comune a servizio delle abitazioni scoperte dalla fognatura cittadina. Con la cancellazione del servizio – due spurghi all’anno –, sulla bolletta spariscono anche i costi addebitati per la pulizia. Ma per i cittadini diventa un obbligo provvedere a proprie spese allo svuotamento dei liquami. È quanto prevede la convenzione stilata tra il Comune e l’Aca un anno e mezzo fa.
Tra le zone in cui si avverte la mancanza del servizio pubblico c’è via Penne, a Chieti Scalo: la condotta fognaria non copre l’intero abitato e diverse case sono ancora costrette ancora a utilizzare le fosse Imhoff. E proprio da via Penne parte la prima protesta per la scomparsa degli spurghi: «Siamo abbandonati».
Via Penne è un caso simbolo con i cittadini che pagano le tasse ma sono obbligati a vivere nel degrado: l’area a ridosso del fiume Pescara è una discarica a cielo aperto con rifiuti pericolosi scaricati a terra anche con i camion. Adesso è in corso un’indagine sull’abbandono abusivo dei rifiuti: ma i residenti fanno notare che i controlli della polizia locale sono partiti soltanto dopo un servizio giornalistico del Centro che, in due pagine pubblicate il 25 febbraio scorso, ha raccontato il degrado della zona. Oltre ai tributi comunali, i cittadini pagano per i propri terreni l’Imu agricola. Ma la beffa è che quei terreni non possono neanche essere coltivati per il rischio contaminazione a causa dei veleni presenti nel Sir di Chieti Scalo.

