Fosso Marino, restano ignote le cause dell’inquinamento

28 Settembre 2023

VASTO. Dalle video ispezioni nessuna risposta su Fosso Marino, il canale che sfocia in piena spiaggia dove ad aprile è comparso il primo dei tre divieti di balneazione. A distanza di oltre un mese...

VASTO. Dalle video ispezioni nessuna risposta su Fosso Marino, il canale che sfocia in piena spiaggia dove ad aprile è comparso il primo dei tre divieti di balneazione. A distanza di oltre un mese dai controlli effettuati da una ditta specializzata – la Solmas di Pescara – non c’è ancora il quadro completo della situazione. Almeno questa è la versione fornita dal Comune, che non sembra convincere molto alcune associazioni che proprio in questi giorni sono tornate alla carica. È il caso di Italia Nostra del Vastese e del Gruppo Fratino che hanno chiesto nuovamente agli assessori Alessandro D’Elisa e Gabriele Barisano, di conoscere esiti e riscontri dei controlli effettuati e, soprattutto, le iniziative idonee per ovviare ai problemi riscontrati. «Le video ispezioni non sono concluse», spiega l’assessore D’Elisa, «manca ancora un tratto». Si tratta di un pezzo dove c’è un restringimento causato dalla caduta di massi. Insomma, le indagini si sarebbero rivelate più complicate del previsto. Ma un modo per venirne a capo deve esserci se si vuole evitare che anche la prossima estate sia funestata da divieti di balneazione come è successo durante la stagione estiva 2023. Dallo scorso aprile fino a settembre sono state firmate dal sindaco Francesco Menna ben nove ordinanze di divieto di balneazione in seguito alle analisi dell’Arta. Valori al di sopra dei limiti di legge sono stati riscontrati non solo a Fosso Marino, ma anche nel tratto di mare antistante il monumento alla Bagnante, a Vignola (200 metri a sud), a Fosso Lebba (800 metri a sud) e a Torricella. In queste ultime tre località della costa è stata riscontrata una elevata concentrazione di Ostreopsis ovata, una micro alga tropicale potenzialmente tossica.
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