Fragili, un progetto per aiutarli

Incontri sull’amministratore di sostegno, in 20 necessitano del loro supporto
LANCIANO . Comune, Asl, avvocatura, tribunale, devono fare rete e creare percorsi mirati per tutelare le persone fragili attraverso gli amministratori di sostegno che devono essere sempre di più. È con questo obiettivo che il Settore servizi alla persona del Comune di Lanciano e l’ordine degli avvocati hanno organizzato il convegno: “La tutela delle fragilità: ruolo e funzione dell’amministrazione di sostegno”, svolto nei giorni scorsi. «Questo convegno è stato il primo di una serie di incontri volti a creare una vera e strutturata rete istituzionale, con dei percorsi mirati che favoriscano l’individuazione dell’amministratore di sostegno che tuteli le persone con fragilità presenti sul territorio», spiega l’assessore alle politiche sociali Cinzia Amoroso. «Questa è una figura istituzionale, nominata dal Tribunale, in particolare dal giudice tutelare, quanto mai necessaria in questo periodo storico, in cui sono numerosi i cittadini che vivono in situazioni di disagio psicofisico, che con l’emergenza Covid si è amplificato».
Ad oggi c’è una ventina di persone che in città hanno bisogno dell’amministratore di sostegno; sono persone che per effetto di un’infermità, fisica o mentale, si trovano nell’impossibilità di provvedere ai propri interessi. «E l’amministratore di sostegno, figura inserita nell’articolo 202 del codice civile, ha il delicato ruolo e la responsabilità di conservare il più possibile la capacità di agire della persona, prevedendo una forma di supporto esclusivamente per le funzioni che l’individuo non può compiere autonomamente», aggiunge Amoroso. E a spiegare il ruolo di questa figura è stato il giudice Massimo Canosa, mentre Silvana Vassalli, presidente dell’Ordine degli avvocati di Lanciano, ha invitato la categoria ad accettare questo incarico con il dovere di rispettare sempre e comunque il codice deontologico. Interventi sono arrivati anche da Mariella Colaiezzi, segretario generale del Comune, Giovanna Sabbarese, dirigente del Settore servizi alla persona e Maria Primomo, assistente sociale. «Faremo altri incontri simili», chiude l’assessore, «perché rappresentano un arricchimento e mirano a rendere più snello il percorso per consentire ai cittadini più fragili di essere supportati il più possibile da queste figure professionali».
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