Fraine adesso teme l’isolamento

Il sindaco: «Siamo abbandonati». Oggi gli alunni tornano a scuola a Castiglione con la Protezione civile
FRAINE. Chissà che cosa direbbe Giuseppe “Pepito” Rossi, l’attaccante della Nazionale e della Fiorentina i cui genitori partirono da qui per fare fortuna negli States, se volgesse oggi lo sguardo alla strada provinciale per Castiglione Messer Marino. A Teaneck, nel New Jersey, dove “Pepito” è nato 28 anni fa, si concentra il più importante snodo autostradale degli Usa tra le cosiddette Interstatali 80 e 95. La prima collega la costa occidentale americana con San Francisco, nella parte settentrionale della California, dopo 4.671 chilometri. Fu inaugurata nel 1956: cinquant’anni dopo è ancora intatta. La seconda, la Interstate 95, è la principale autostrada dell’East Coast degli Stati Uniti che corre parallelamente all’Oceano Atlantico per 3.098 chilometri da Miami a Portsmouth: la più lunga rotta nord-sud dell’Istertate Highway sistem. Fu aperta nel 1957, 49 anni fa: non ha un graffio. Ma qui, nell’Alto Vastese, l’America è forse solo una fantasticheria dei nostri emigrati.
ORE 10,30: TRAGEDIA SFIORATA. Tra Fraine e Castiglione, 9,5 chilometri di strada con curve a gomito e avvallamenti, c’è una frana imponente che per miracolo giovedì della scorsa settimana, verso le 10,30, non ha inghiottito auto, scuolabus e pullman sulla Provinciale 162. A destra di chi viaggia in salita ci sono le torri eoliche; a sinistra, di sotto, lo spettacolo-mozzafiato delle sorgenti del Treste: un precipizio di oltre 200 metri. Ebbene, quella strada si è sciolta come il burro riscaldato. Non ci sono più collegamenti tra i due paesi se non accedendo a un percorso alternativo e burrascoso che attraversa tre-quattro contrade di Roccaspinalveti, portando così la tratta a 25 chilometri. Immaginabile lo choc per insegnanti, alunni, commercianti, operai, imprenditori, tutti pendolari della 162. In paese si racconta che fin dal giorno prima qualcuno con l’orecchio fine ha sentito la terra urlare da quelle parti come se fosse in punto di morte.
QUALE PERCORSO ALTERNATIVO? Dal giorno seguente, venerdì, 14 alunni di elementari e medie che frequentano l’istituto comprensivo di Castiglione, sono rimasti a casa: lo scuolabus non può affrontare il percorso alternativo di Roccaspinalveti, anch’esso danneggiato da altri smottamenti e ritenuto pericoloso per il tipo di veicolo da impiegare. Chi è andato a scuola lo ha fatto perché qualche genitore si è messo all’avventura guidando l’auto propria. Da stamattina, però, si cambia: gli stessi alunni sono accompagnati dalla Protezione civile. Per loro spostamento garantito o con quattro veicoli fuoristrada o con due pulmini tipo-anfibi da sette posti ciascuno. Per quegli stessi ragazzi, la preside dell’istituto, Maria Grazia Angelini, aveva prospettato anche la possibilità di far seguire le lezioni al pomeriggio restando in paese, nei locali che il Comune amministrato dal sindaco Vincenzina Di Iorio, avrebbe messo loro a disposizione. Si era parlato di un possibile trasferimento temporaneo degli alunni nella scuola di Roccaspinalveti, ma l’ipotesi è rientrata dopo lo scambio di vedute che dirigente scolastico, primo cittadino e genitori hanno avuto tra di loro domenica pomeriggio.
L’AMAREZZA DEL SINDACO. «Siamo semi-isolati con questa frana imponente», spiega il sindaco Di Iorio, «stiamo cercando di rendere percorribile e sicura anche ai bus e all’ambulanza una strada interpoderale alternativa al tragitto di Roccaspinalveti. Ma è una tragedia visto che abbiamo anche un’altra via importante lesionata: la provinciale 186 che guarda porta a valle. C’è poi la provinciale per Tornareccio, ma è chiusa anche quella per un’altra frana. Ecco, la preoccupazione è di restare isolati da un momento all’altro. Il problema», sottolinea Di Iorio, «è che a Castiglione ci sono le scuole, medico, pediatra, distretto sanitario, ambulanza del 118. E molti di noi lì lavorano. Ma tutto è bloccato. Per questioni sanitarie più serie andavamo all’ospedale di Agnone: adessi come si fa? I miei paesani sono esasperati, anche perché tutti sapevano che prima o poi quella strada sarebbe crollata. È mancato il controllo costante se è accaduto l’irreparabile. E ora come la si ripara? Lì sotto c’è un burrone di almeno 200 metri. La realtà è che siamo abbandonati da tutti».
ViA EUROPA, SI SCENDE. Intanto sono state rafforzate le barriere che evitano anche ai curiosi di arrivare fin nella zona della frana. Un muretto creato con le pietre è l’ultimo ostacolo, preceduto dalla segnaletica al lato del campo sportivo e ancor prima dai divieti sistemati dopo l’ultima abitazione di via Europa. Ma da qui l’Europa è davvero storia da libro dei sogni. Figurariamoci l’America di “Pepito”.
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