Frana di contrada Macchie lo sfogo dei residenti

16 Febbraio 2015

GESSOPALENA. Anche oggi la frana di contrada Macchie svolge il suo lento e costante compito: trascinare a valle terreni e minacciare abitazioni. Anche oggi la burocrazia, il rimpallo tra...

GESSOPALENA. Anche oggi la frana di contrada Macchie svolge il suo lento e costante compito: trascinare a valle terreni e minacciare abitazioni. Anche oggi la burocrazia, il rimpallo tra amministratori e politici, svolgerà pigramente il suo indolente ruolo. Contrada Macchie con le sue abitazioni sta franando ed è arrivato il momento di intervenire. Un’abitazione sarà sgomberata a breve, altre due sono a rischio di sgombero, le altre temono! Sabato mattina c’è stato un sopralluogo dei Vigili del Fuoco, accompagnati dal sindaco Andrea Lannutti, e si aspetta una relazione. La frana non è stata improvvisa, sono anni che il pericolo era innescato. L’amministrazione comunale lo scorso aprile ha presentato alla Regione un progetto per mettere in sicurezza il costone; stima dei lavori 1.000.000. Il progetto prevede consolidamento dei terreni in declivio, a valle e a monte della strada contrada Macchie-Lago e drenaggio delle acque. Il problema è che i soldi ancora non arrivano, i lavori non iniziano, la frana procede e le case, se non s’interviene, saranno inagibili. È curioso costatare che l’area franosa non era catalogata come R4, cioè ad alto rischio geomorfologico. «Siamo stati noi a fare le richieste per la nuova perimetrazione» ha affermato Lannutti «cosa che a novembre scorso è stata vagliata e accettata dal comitato tecnico dell’Autorità di Bacino». L’iter non è finito perché adesso “la pratica” deve passare al comitato istituzionale della stessa “autorità”. Mario Tiberini abita in una casa quasi sul costone della frana, poco oltre c'è l'abitazione di suo cugino, Antonio Tiberini, la più lesionata. «Ho lavorato 36 anni in Svizzera per costruirmi questa casa» dice sconsolato. «Sono dieci anni che c'è questo movimento franoso e a nostre spese abbiamo fatto anche lavori di consolidamento, ma è stato inutile. Abbiamo anche interessato un legale, Angelo Manzi, che ha scritto a Regione, Genio Civile, e ad altri. Adesso abbiamo interessato anche il procuratore di Lanciano oltre al prefetto perché non è giusto che nell'attesa che si decida di chi è la competenza, chi deve mettere i soldi, le nostre case si sgretoleranno».

Matteo Del Nobile

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