Frana di via Del Grosso Finalmente le ruspe

2 Aprile 2017

A due mesi dalla tragedia sfiorata partono i lavori sotto il palazzo a rischio L’assessore Di Felice: «L’intervento è tutto a carico dei proprietari di casa»

CHIETI. Dopo più di due mesi sono Iniziati i lavori sulla frana di via Trieste Del Grosso, dove lo scorso 18 gennaio in piena emergenza maltempo crollò un muro di contenimento, franato insieme al parcheggio condominiale del civico 26: «Un boato. Sembrava stesse per crollare tutto. Poi sono scappato. Ho fatto enormi sacrifici per avere questa casa. E ora non so quando potrò rientrarci». Si sfogava così pochi giorni dopo l'accaduto Alfredo D'Alessandro, 82 anni, residente del civico 6 di via Mattoli, da cui furono evacuate quattro famiglie che non ancora possono rientrare nelle loro case. Quello infatti è uno dei palazzi, insieme al civico 4, che rischiò di essere travolto dalla valanga: due vetture parcheggiate scivolarono verso le abitazioni di via Mattoli, che si trovano proprio sotto alla zona crollata. Ma oggi i residenti del quartiere iniziano a scorgere un barlume di speranza: «Era ora che iniziassero il lavori» dicono alcuni abitanti, mentre a chiarire la situazione è l'assessore Raffaele Di Felice: «Stanno operando delle ditte private, dopo i sondaggi del terreno. E' il condominio di via Del Grosso che ha dovuto provvedere al consolidamento dell'area. So che l'amministratore dal palazzo di via Mattoli ha dato l'autorizzazione all'accesso alla strada per i lavori». All'indomani della tragedia sfiorata, furono diverse le voci dei residenti che raccontarono a Il Centro le loro paure: «Al momento dello schianto non c'era nessuno in casa. Mi hanno chiamato dicendomi che la mia macchina stava cadendo. Ho temuto che si schiantasse sulle case di via Mattoli. Ero sotto shock» diceva Eva D'Antonio, residente del civico 26 e proprietaria di una delle due vetture scivolate. Con lei la madre, Pasqualina Di Clemente, che aggiungeva: «Alcuni dicono che il crollo sia avvenuto dopo la terza scossa di mercoledì», quel terremoto che si aggiunse alle catastrofi dello scorso inverno e che sembravano non finire mai. Due mesi fa fu spontanea una domanda agli abitanti del 26: quando potrete stare più tranquilli? «Non sappiamo ancora in che stato siano le fondamenta dello stabile» rispondevano, mentre in via Mattoli tornava D'Alessandro. Anche lui voleva solo capire cosa stesse succedendo: «Prima di fuggire ho preso le mie medicine» continuava l'82enne. «I vigili Del fuoco subito accorsi mi hanno detto di non chiudere la porta, non c'era tempo. Grazie a loro ho recuperato le mie cose».(e.r.)