Frana, divampano le polemiche

Crecchio. D’Alessandro: «Stupiti dall’immobilismo della giunta». Il sindaco: «Abbiamo limitato i danni»
CRECCHIO. Dopo circa un mese dalla chiusura della strada provinciale che collega il centro di Crecchio alla frazione di Villa Tucci, in direzione Canosa Sannita, iniziano a divampare le prime polemiche nell’ambiente politico cittadino. A dare il via alle rimostranze è il capogruppo della lista civica “Crecchio Futura”, Luigi D’Alessandro, che si scaglia contro i rappresentanti del municipio per non avere fatto filtrare informazioni sulla situazione del movimento franoso che imperversa sul tratto.
Le ripercussioni che il problema sta comportando sono inevitabili sia per gli utenti della strada e sia per gli studenti, costretti a percorsi alternativi per raggiungere il centro storico. Proprio per questo motivo, secondo il rappresentante di “Crecchio Futura”, dovrebbe arrivare dalle istituzioni un maggiore aggiornamento sull’opera di sistemazione della zona, una comunicazione continua con la popolazione che non è stata finora sufficiente. «C’è da constatare l’assoluto immobilismo dell’amministrazione comunale, che non sta rendendo partecipe del disagio la cittadinanza», asserisce D’Alessandro. «Infatti non è dato sapere se siano stati avviati contatti ufficiali con la Provincia e se il Comune in qualche modo debba, come penso, collaborare alla risoluzione del problema, visto che c’è un’abitazione a rischio sul proprio suolo che insiste al centro della frana».
Il capogruppo della lista civica, poi, svela un dettaglio non di poco conto: «L’unica informazione trapelata è soltanto quella che né il Comune, né la Provincia, hanno i fondi necessari per provvedere a un primo e minimo intervento».
Ma non si fa attendere la risposta del sindaco, Nicolino Di Paolo, che replica alle accuse comunicando una serie di numeri e dati tecnici. «L’amministrazione ha fatto finora tutto il possibile per limitare i danni», commenta il primo cittadino. «Abbiamo immediatamente disposto l’ordine di sgombero cautelativo dell’abitazione a rischio, anche se in questo caso il problema non si pone perché i proprietari risiedono all’estero. Siamo in attesa di un finanziamento regionale di circa 30mila euro, attraverso cui il Genio civile potrà fare un primo intervento sulla frana, che eliminerà il pericolo incombente. Successivamente avvieremo un’ulteriore richiesta di finanziamento alla Regione di 650mila euro, per un’opera di consolidamento statico dell’intera scarpata a rischio».
Alfredo Sitti
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