Frana sulla Colonnetta In 15mila senz’acqua

Esondano Alento e Pescara. L’Angelini allagato: salta la partita di domani Via Colle dell’Ara come un fiume, caos allo Scalo per i tombini otturati
CHIETI. Frana la Colonnetta, spacca in due la condotta idrica, trascina a valle il fango e condanna Chieti Scalo a rimanere senz’acqua potabile mentre c’è l’alluvione. E’ un tubo enorme quello che si è spezzato ieri mattina. Collega il serbatoio di via Modesto Della Porta a San Martino fino all’Ikea. Serve più di un quarto di città. In 15mila resteranno all’asciutto finché la condotta, che è comunale, non sarà riparata dall’impresa Cogema. La Colonnetta è stata chiusa al traffico dall’incrocio con via Altobelli a quello con la transcollinare. Niente autobus nel tratto compreso tra la rotatoria di piazza monsignor Venturi e lo svincolo della Transcollinare. Chi scende in auto, può imboccare via Altobelli. Ma i bus dovranno svoltare in via Maiella. Chi sale in auto, infine, deve andare a destra sulla transcollinare. In poche parole la frana divide Chieti dalla vallata, e viceversa. Ieri notte, gli operai del servizio acquedotto, coordinati dall’ingegner Silvano De Ingenis, lavoravano nel fango per saldare il tubo. In quel tratto della Colonnetta, prima del mobilificio Desiderio per chi sale da Chieti Scalo, l’asfalto è stato divelto. Un palo del filobus e due delle luce erano pericolosamente inclinati per la pressione esercitata dalla frana. Gli ultimi due sono stati tagliati. Ma nessuno, fino a ieri sera tardi, ha saputo dire il tempo necessario per il ripristino del servizio. Tra i danni del maltempo questo è certamente il più grave. L’elenco delle vie interessate dal black out idrico infatti è molto lungo. Eccolo: via Gramsci, via Colonnetta, via Orsogna, via De Crecchio, via Fulgenzio La Valle, via Molino, via Aldo Moro, via Ricciardi, via Colle dell’Ara, strada Acquedotto, via Altobelli, via De Vincentiis, Strada degli Uliveti, via Solferino, contrada San Martino, via dei Mille, via Regolizia (Via Vracone) e infine la zona Ikea. Ma i danni del nubifragio non si fermano qui. Alle18 il sindaco, Umberto Di Primio, ha ordinato la chiusura dell’Angelini. Il Chieti, domani, non potrà giocare contro la marchigiana Folgore Veregra. Lo stadio è allagato, un corto circuito gli ha mandato in tilt l’impianto elettrico. E il tunnel che collega gli spogliatoi al campo è totalmente pieno d’acqua. Sembra una fogna. La pioggia manda al tappeto anche lo sport e fa esondare i fiumi. Il primo a superare gli argini, manco a dirlo, è stato l’Alento in fondo a via Fieramosca, che scende accanto al cimitero. Siamo lungo la strada per Villamagna. Ma è un film già visto. Sul posto l’assessore ai lavori pubblici, Raffaele Di Felice, i vigili del fuoco e i vigili urbani. Peggiore è la situazione del ponte in località Feudo: è sommerso dall’acqua, dieci famiglie sono isolate. Anche il Pescara ha superato gli argini, inondando il parco fluviale. Ma anche questo è un film già visto. Alle 11, lo svincolo per l’ospedale sulla transcollinare, subito dopo il Tricalle, è stato chiuso. Ma nessuno è rimasto sul posto a vigilare. Così decine di automobilisti hanno potuto azzardare la più pericolosa delle manovre: l’inversione a “u” in curva, con doppia striscia continua, sulla superstrada. Roba da criminali. Le imprecazioni della gente dello Scalo hanno invece segnato l’intera mattinata. A chi tocca pulire i tombini intasati? Lo chiediamo al Comune visto che il maltempo era stato annunciato. Ma via Pescara, via Amiterno, viale Croce e Unità D’Italia, e tante altre strade della città bassa, sono diventati torrenti in piena. Un fiume d’acqua si è riversato in via Colle dell’Ara e l’immagine della cascata vicino al Cesi, all’Itab e all’Università, è una delle più drammatiche scattate ieri. Smottano anche via Mucci, via Gramsci, la strada di Vallone Fagnano, strada Storta e strada dei Vigneti. Dal canile parte il grido di dolore dei volontari. Il Comune istituisce il Coc, come accade solo per le grandi emergenze. Poi però se entri negli uffici della Teateservizi trovi il corridoio invaso dall’acqua, che entra dal tetto, e disseminato di secchi e fogli di giornale. Anche questo è un film visto e rivisto.

