Franchi tiratori e intese errate Ecco i motivi della sconfitta

LANCIANO. Un apparentamento troppo accondiscendente nei confronti di Tonia Paolucci? Un candidato poco carismatico? O la sottovalutazione del “peso” ideologico dell’eventuale ingresso di CasaPound...
LANCIANO. Un apparentamento troppo accondiscendente nei confronti di Tonia Paolucci? Un candidato poco carismatico? O la sottovalutazione del “peso” ideologico dell’eventuale ingresso di CasaPound in consiglio in una città Medaglia d’oro al valor militare? Quali sono le ragioni della sconfitta di un centrodestra, che mai come quest’anno aveva trovato la forza -ma probabilmente non le intenzioni- di ricompattarsi? Per il parlamentare di Forza Italia Fabrizio Di Stefano bisogna sicuramente «ripartire dai numeri. Faremo un incontro venerdì», spiega, «bisogna fare un’attenta analisi del voto e capire come mai una parte della struttura di Errico D’Amico e una parte di quella della Paolucci al turno di ballottaggio non solo non ha confermato le scelte iniziali del primo turno, ma ha proprio cambiato idea sul candidato». Ci sarebbe stato dunque il fenomeno, già verificato nelle amministrative del 2011 (candidato per il centrodestra Ermando Bozza), dei “franchi tiratori”, i delusi dal proprio candidato o dalla propria area di appartenenza che hanno deciso di votare contro, a costo di perdere. «Come FI», considera ancora Di Stefano, «abbiamo invece ottenuto un buon risultato grazie ad una squadra rinnovata, giovane, fatta di persone e facce nuove affiancate a personalità di comprovata esperienza. Ripartiremo da questo gruppo». Per Paolo Bomba, grande sconfitto di queste amministrative pur essendo stato il candidato consigliere più votato della città, «i franchi tiratori non c’entrano. Non credo in questo fenomeno», spiega, «e lo dicono i risultati stessi. Evidentemente sono stati fatti degli errori. La politica non è una somma algebrica di numeri, è altro. E questo altro è stato sottovalutato». L’apparentamento con la Paolucci doveva essere evitato dunque? «Non è questione di apparentamento», prosegue Bomba, candidato nella lista Nuova Lanciano con D’Amico, «ciò che ha condizionato gli elettori sono i termini di questo accordo». Per Manlio D’Ortona, capogruppo uscente di Forza Italia in consiglio confluito, poi, nella squadra della Paolucci, «è mancato il concetto di squadra, l’energia e l’entusiasmo necessari che un candidato sindaco deve avere e che possono fare la differenza in campagna elettorale». E una bacchettata sui risultati di FI in Abruzzo arriva dal senatore Antonio Razzi: «Il gruppo dirigente del partito va immediatamente commissariato. Non è ammissibile che FI sia stata “asfaltata” anche dove storicamente è stata bastione del centrodestra». (d.d.l.)
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