Frane, cedimenti e rischio crolli «La Provincia deve intervenire»

I lavori di consolidamento del costone bloccati da 17 anni: ora i distacchi sulle opere già realizzate Vinciguerra (Italia Nostra): le sabbie sottostanti scivolate per un fronte di 60 metri, scatta l’urgenza
LANCIANO. Cedimenti e rischio crolli a Santa Giusta: la Provincia deve intervenire. È la richiesta-denuncia di Italia Nostra pronta a rivolgersi alla magistratura se non ci saranno risposte. «La Provincia deve andare a vedere lo stato di degrado e abbandono dell’area della “Gunite”, a Santa Giusta, dove si sono verificati ulteriori cedimenti di terreno, arretramento del ciglio della scarpata, scorrimento delle sabbie sottostanti per un fronte di circa 60 metri», dice l’associazione regionale. Una situazione di disastro e disagio che va avanti da 17 anni, quando i lavori di consolidamento del costone di 7 chilometri dal Belvedere a Santa Giusta appunto, fatti dalla Provincia, si sarebbero bloccati. «Non si sa poi se i lavori fatti sono stati collaudati», dice il presidente dell’associazione, Pierluigi Vinciguerra. Quello delle frane, a cui si somma il dissesto idraulico del centro, sono capitoli difficili da affrontare anche per la nuova giunta comunale.
I DISTACCHI«Sollecitato da alcuni residenti della zona della Gunite», racconta l’architetto Vinciguerra, «ho effettuato un sopralluogo e visto che si sono verificati dei distacchi e crolli proprio sulle opere di contenimento ultimate dalla Provincia. Crepe larghe anche oltre 20 centimetri, cancelli delle abitazioni che sono in bilico sul nulla, cedimenti delle reti di contenimento: si è aggravato lo stato di forte precarietà idrogeologica e di abbandono dei lavori di consolidamento di una zona che il Pai (Piano assetto idrogeologico, ndc) indica come rossa». Lavori che Vinciguerra ricorda essere partiti nel gennaio 2005 e che in teoria non sarebbero mai stati collaudati.
I LAVORI«Gli interventi per il consolidamento idrogeologico di un fronte di frana di 7 chilometri che dal Belvedere a Santa Giusta,per una spesa di 15 milioni di euro, da parte della Provincia sono iniziati a dicembre 2004 divisi in 27 cantieri», ricorda Vinciguerra. A Santa Giusta nel 2005 cedette il primo muro di contenimento fatto sotto la Gunite, tanto che la Provincia dovette investire altri 500.000 euro per farne un secondo. «A distanza di 17 anni quei lavori di consolidamento non sono stati ultimati», riprende il presidente di Italia Nostra, «non si sa se sono stati collaudati e tutta l’area da anni è nel totale abbandono senza il rispetto delle norme della sicurezza. Non solo: in quelle aree ci sono stati altri distacchi con arretramento del ciglio della scarpata innescato da uno scivolamento per frana dei terreni, con eradicazione del sottobosco, e scorrimento delle sabbie sottostanti per un fronte di circa 60 metri. E’ una frana attiva, ci sono crepe larghe anche oltre 20 centimetri e in caso di pioggia, temiamo il peggio. Dov'è la Provincia?».
LA STRADAE da sistemare, come era previsto nei lavori, è anche la strada di accesso all’area che sta franando dove vanno con grandi difficoltà i proprietari dei terreni che hanno delle colture, e dove devono recarsi i tecnici della Protezione Civile, del Comune e della Provincia per fare i monitoraggi.
LE FRANEA Santa Giusta sono tre le frane attive; oltre alla Gunite c’è il versante Morena, dove le case sono state sgomberate e lasciate perché non si può intervenire e la zona della Chiesa dove sono partiti nel 2020 degli interventi con 1.500.000 euro (fondi della Regione assegnati nel 2018). Ma Lanciano è zona fragile, ci sono aree della zona storica, di via per Orsogna, mercato coperto, Sant’Egidio che hanno bisogno di interventi; a questi si aggiungono i lavori per risanare il dissesto idraulico che ha causato le voragini al Corso e a vico Corsea. Servono oltre 40 milioni di euro ed è per questo che i bandi Pnrr legati al rischio idrogeologico sono attesissimi dall’amministrazione.
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