Frane, crolli ed erbacce: Acquabella non è pronta

Ortona, arriva l’estate ma ancora nessun rimedio ai cedimenti del costone Problemi anche a Punta Ferruccio: segnali e reti impediscono l’accesso al mare
ORTONA. È una spiaggia paradisiaca quella dell’Acquabella, pezzo pregiato del litorale ortonese. Un tesoro che, però, ad una settimana dall’inizio di giugno e con i bagnanti che fremono per dare il via alla stagione estiva, deve fare i conti ancora con numerosi problemi. L’area nella zona sud di Ortona continua a destare forti preoccupazioni a causa dell’instabilità del costone. I segni degli smottamenti sono ben visibili sulla spiaggetta ma anche sul promontorio, sul quale si notano delle “fratture” che potrebbero causare crolli di nuovi massi. Una situazione delicata che ormai si protrae da tempo ma che torna particolarmente in auge con l’avvicinarsi dell’estate, durante la quale su questo tratto di costa si riverseranno numerosi bagnanti. E da queste parti nemmeno la strada che scende giù alla spiaggia si mostra preparata all’arrivo della bella stagione. Erba alta e canneti invadono la stretta carreggiata, rendendo problematico anche il passaggio delle automobili. E a proposito di accessi al mare, rimane sbarrata poco più a nord la strada che scende giù verso un’altra località balneare: Punta Ferruccio. Segnali di pericolo e reti da cantiere si ritrovano lungo il tragitto, impedendo la discesa al mare alle persone non autorizzate. Opere che, come recita il cartello, sono della Rete ferroviaria italiana e riguardano la “realizzazione degli accessi alle gallerie Cintioni, Moro e Sinello, nonché galleria Ferruccio e Nuovo Riccio km 368+735/959 della linea Bologna-Lecce”. Ma i fari sono puntati in maniera particolare sull’Acquabella, per cui l’amministrazione comunale ha già dimostrato nel recente passato una certa sensibilità con la firma del protocollo d’intesa tra il Comune, l’Istituto abruzzese per le aree protette, il Wwf e il Cai attraverso cui si sanciscono l’avvio e la gestione delle riserve naturali regionali “Punta dell’Acquabella” e “Ripari di Giobbe”. Il Comune, in qualità di ente gestore, ha individuato come prioritaria l’attivazione della gestione delle due riserve naturali regionali presenti sul proprio territorio, al fine di sviluppare iniziative e attività volte a promuovere le linee guida europee per la gestione integrata delle zone costiere, nonché i contenuti e gli obiettivi della “Strategia marina Ue”. «Si tratta di un importante strumento», aveva spiegato il primo cittadino Leo Castiglione all’atto della firma del protocollo, «per rendere le nostre riserve fruibili e trasformare le loro grandi potenzialità in ricchezza. È un atto concreto che permetterà di creare un gruppo di lavoro esperto con professionalità diverse che si occuperanno di programmazione e ricerca fondi».

