Frane, Ferrara scrive a Marsilio: «Fondi urgenti contro il dissesto»

Il sindaco incontra il comitato di residenti e chiede al governo il riconoscimento dello stato di calamità Oggi riprendono le lezioni per i 370 alunni delle scuole Corradi e Vicentini-Della Porta dopo lo stop
CHIETI. Fondi urgenti contro il dissesto idrogeologico e il riconoscimento ufficiale dello stato di emergenza nel popoloso rione Santa Maria, dove in passato sono state già evacuate decine e decine di famiglie. Sono le due richieste avanzate dal sindaco Diego Ferrara al presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio. Nella lettera, inviata ieri mattina, si sollecita «un incontro urgentissimo e l’invito a verificare di persona la situazione con un sopralluogo in città, da effettuare quanto prima perché si attivino il governo e anche la protezione civile nazionale».
A informare della richiesta formale di azioni più incisive volte alla prevenzione e alla tutela della sicurezza e dell’incolumità di una porzione del territorio che abbraccia circa 3.000 cittadini, è lo stesso Ferrara durante un incontro che si è tenuto ieri mattina con il comitato di quartiere, costituitosi all’indomani dell’ordinanza di sgombero delle scuole Corradi e Vicentini-Della Porta. Oggi, intanto, riprenderanno le lezioni per i 370 alunni, dislocati provvisoriamente in quattro scuole: Chiarini, Sant’Andrea, Mezzanotte e Madonna del freddo. Portavoce del gruppo di residenti che attendono «risposte» dopo gli sgomberi è Ettore D’Orazio. «Chiediamo la messa in sicurezza di questo versante della collina che sta franando», puntualizza D’Orazio a nome dei cittadini interessati dalla piaga del dissesto, «inoltre è importante che le famiglie che hanno dovuto abbandonare i propri alloggi ricevano aiuti economici e non siano lasciate sole: occorrono finanziamenti speciali, che il Comune oggi non può garantire, ma che può ottenere attraverso l’intervento della Regione e del Governo». Alla riunione hanno partecipato i rappresentanti di sei palazzine interessate dal problema, compreso il condominio Orizzonte fatto sgomberare con una recente ordinanza interdittiva firmata da Ferrara, il consigliere delegato alla protezione civile Vincenzo Ginefra e il funzionario Tommaso Colella. «Ogni edificio ha la sua storia e la sua struttura», avverte D’Orazio, «è posizionato su un terreno con caratteristiche particolari già messe in luce nelle assemblee di condominio che si sono succedute negli anni. Con questo incontro cerchiamo di far conoscere il nostro comitato, affinché anche altre famiglie si uniscano alla battaglia e manifestino la loro adesione».
Il Comune, da parte sua, nell’evidenziare la «presenza concreta» dell’amministrazione «accanto alla cittadinanza che vive nelle aree colpite dal dissesto idrogeologico» informa dell’invio della lettera a Marsilio per la salvaguardia «del territorio di una porzione di città che è da anni vulnerabile e su cui la nostra amministrazione si è attivata sin dal primo giorno, perché continuassero gli studi e si mettessero in cantiere interventi di messa in sicurezza a tutela della pubblica incolumità». «L’obiettivo», spiega Ferrara, «è che venga riconosciuta l’emergenza e vengano supportate le necessarie e ulteriori azioni, nonché attivate ulteriori risorse non solo per la tutela del territorio e l’incolumità pubblica, ma anche a sostegno dei cittadini che hanno perso la casa e che sono chiamati in causa dalla legge per la messa in sicurezza degli stabili. Coinvolgeremo il comitato nelle attività che porteremo avanti, perché è nostra intenzione considerarlo un interlocutore importante in questo percorso su cui abbiamo concentrato la massima attenzione, perché il problema venga affrontato in questa e nelle altre zone della città definite vulnerabili. Con la protezione civile nazionale e regionale e l’università d’Annunzio porteremo avanti tutte le attività necessarie. Ci sono stati assegnati 2 milioni di euro per interventi che stanno partendo, dopo i sondaggi che si sono svolti nei giorni scorsi e che ci hanno rivelato l’aggravarsi della condizione delle scuole, pur non avendo problemi strutturali, a causa delle condizioni meteo delle scorse settimane e dei conseguenti gravi dissesti in atto».
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