Frane, fondi bloccati: il Comune protesta
Vasto. Il vicesindaco Forte: «Progetti esecutivi finanziati ma fermi. Basta con le attese, bisogna intervenire presto»
VASTO. Il cedimento del muraglione di Palazzo d’Avalos è il sintomo di un problema ben più grave che affligge la città. Vasto, città morfologicamente fragile, sta franando in più punti. «L’amministrazione comunale», dice il vicesindaco Giuseppe Forte, «chiede che le vengano finalmente e concretamente dati i finanziamenti promessi e mai arrivati». Il Comune è esasperato e stanco di sentirsi rispondere che i soldi non ci sono. «Basta intoppi burocratici», sbotta Forte, «ci sono due progetti esecutivi già finanziati rispettivamente con 800mila e 370mila euro e un terzo progetto di massima da 400mila euro curato dal Genio civile per l’area sottostante la chiesa di San Pietro in Sant’Antonio e il Muro delle Lame. Almeno dateci quelli».
La somma è del tutto irrisoria in rapporto ai fondi che servirebbero a Vasto per curare le ferite delle colline. «Località Montevecchio», dice Forte, «mostra segni di cedimento e servirebbero 5 milioni di euro per i lavori. Ci sono movimenti franosi anche in località San Biagio. La parete collinare sotto via Adriatica meriterebbe un importante intervento finanziario. Il Comune chiede ai nostri rappresentanti di governo e alla Regione di adoperarsi e sbloccare i fondi già assegnati riaccendendo i riflettori su una città che ha bisogno di cure. Siamo stufi», aggiunge Forte, «di aspettare. Stato e Regione mettano le firme che servono. Il problema è grave. È arrivato il momento di passare ai fatti e cantierare ciò che è stato promesso mille volte. Vasto e il Vastese vanno curati come meritano».
Forte due giorni fa ha fatto una ricognizione del territorio e controllato le zone più a rischio. I periti lo informano sull’evoluzione dei movimenti morfologici e le notizie non sono rassicuranti. La situazione non lascia tranquilli. «I parlamentari del Vastese rimettano almeno in moto l’iter del progetto esecutivo cantierabile e già finanziato». Il Comune ha presentato solleciti anche per via Vilignina, via Santa Lucia, via San Biagio e via Marinai d'Italia, a Punta Penna. L’amministrazione comunale viste le avverse condizioni meteo e i fenomeni legati ad acquazzoni ed esondazioni, ha invitato la Regione ad accelerare al massimo anche il programma di risanamento dell’area sottostante via Adriatica che non è molto distante da Palazzo d’Avalos. L'area sottostante il Belvedere Adriatico è chiusa dal novembre del 2013, quando uno smottamento spalmato su un fronte di trenta metri ha fatto scivolare una fetta della collina interessando la scalinata nord che collega via Adriatica al Parco Muro delle Lame e la passeggiata archeologica. La città, già a settembre aveva lanciato un appello caduto nel vuoto.
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