Frane, pioggia di milioni

Stanziati i fondi per le strade di Chieti, Vasto, Casalincontrada e altri dieci Comuni
CHIETI. La Regione ha fatto la sua parte. I soldi dell’emergenza per il dissesto idrogeologico ci sono. Dei 21 interventi finanziati con 19,6 milioni di euro, 14 riguardano Chieti e la sua provincia. In cima alla lista compaiono via Modesto della Porta, che da piazza Monsignor Venturi scende allo Scalo, e Santa Maria Calvona, a due passi dal Teate Center.
La prima è un percorso di guerra dove le buche sono profonde quaranta centimetri e le auto si arrampicano come se stessero correndo un rally. La seconda è franata dal mese di novembre del 2013: spegne tre candeline ed è diventata un incubo per le famiglie di quella zona. Sono 830mila gli euro finanziati per la strada con i crateri e 350mila quelli per la via che lasciò di stucco persino l’ex capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, quando venne a Chieti accompagnato dal governatore, Luciano D’Alfonso, per toccare con mano gli effetti del dissesto, e poi si recò a Roccamontepiano.
Ma dopo quella visita inaspettata ed eccellente tutto è piombato nell’oblìo, con i lavori a singhiozzo, perché i fondi erano finiti, ed cittadini sempre più preoccupati. L’attesa è andata avanti per tre anni. Non è poco.
Ma la lista degli interventi continua con altri dodici comuni del Chietino tra cui spiccano il milione e mezzo di euro destinato a Rosello, per il consolidamento del centro abitato; la cifra analoga per Castiglione Messer Marino; un milione e 200mila euro per Vacri, un milione e cento per Ripa Teatina e, via via, gli altri Comuni, tra cui Roccamontepiano che riceverà oltre 800 mila euro per Reginaldo.
I 19,619 milioni, a dir la verità, sono stati decisi da agosto, ma la burocrazia ci ha messo lo zampino. Così solo da poco sono stati destinati all’Abruzzo dal ministero dell’Ambiente che li ha comunicati alla Regione seguendo il criterio rigoroso e pratico del “Repertorio Nazionale degli interventi per la Difesa del Suolo”, il Rendis, che ha permesso di realizzare un archivio informatizzato di tutti gli interventi per la salvaguardia dal dissesto idrogeologico. Con il Rendis la priorità del finanziamento è attribuita sulla base di una serie di parametri tra cui spiccano il livello di emergenza e il numero degli abitanti del centro interessato, oltre al fatto che è favorito chi ha già presentato il progetto esecutivo dell’intervento.
Così Chieti si è ritrovata in cima alla lista degli aiuti. Una volta tanto la nostra città è favorita rispetto al resto dell’Abruzzo. Lo si deve al costante pressing esercitato, almeno per il caso Santa Maria Calvona, dal Comune. E dal ruolo svolto dalla Regione.
A seguire in prima persona l’iter dei finanziamenti è stato Emidio Primavera, direttore del Dipartimento delle Opere pubbliche, che è ottimista sui tempi di avvio dei lavori più che mai attesi. In pratica, entro lunedì la Regione dovrà dare conferma al ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti, della bontà della graduatoria dei Comuni interessati e della ripartizione degli importi. La fase successiva, che vede ancora impegnata la Regione, sarà quella di rilasciare le concessioni alle amministrazioni comunali interessate che, da questo momento in poi, cominceranno a gestire la torta dei 19 milioni, inquadrati dal ministero dell’Ambiente come prima tranche del finanziamento contro il dissesto.
Saranno infatti i Comuni a dover bandire le gare d’appalto. Ma secondo Primavera i tempi non si allungheranno più di tanto visto che questa prima porzione di enti locali che beneficiano dei fondi è già in possesso dei progetti delle opere tra cui, oltre a quelle già elencate, spiccano per importo via Dante Alighieri a Casalincontrada e via Madonna a Casacanditella (un milione e cento a testa) e infine la celebre Loggia Amblingh di Vasto da consolidare con 800 mila euro piovuti dall’Ambiente.

