Fratelli d’Italia all’attacco: tassa da record

I consiglieri Di Biase, Giampietro e Miscia non ci stanno: «Aumenti indiscriminati per i cittadini»
CHIETI . «Aliquota Tari ai massimi storici». I consiglieri di Fratelli d'Italia Carla Di Biase, Giuseppe Giampietro, Roberto Miscia vanno all'attacco sulle tariffe della tassa sui rifiuti approvate nel consiglio comunale di martedì scorso. «Questa amministrazione», dicono i tre esponenti FdI «verrà ricordata come quella che ha portato ai massimi storici l'aliquota Tari. Già da lunedì abbiamo lamentato e rappresentato le difficoltà riscontrate nel poter esercitare a pieno il nostro ruolo di consiglieri comunali. Infatti solo lunedì sera, dopo ripetute richieste, abbiamo ricevuto la documentazione relativa alla delibera in oggetto. In commissione abbiamo cercato di dare il nostro contributo fattivo, sia proponendo emendamenti sia confrontandoci con assessore, colleghi e funzionari, senza conseguire nessun risultato utile. Motivo questo che, insieme alle dichiarazioni dell'assessore Chiara Zappalorto ci hanno fatto decidere di abbandonare l'aula al momento delle votazione. Lo stesso assessore, infatti, illustrando la delibera in aula ha candidamente ammesso che le scelte di oggi sono la conseguenza di ritardi dovuti alle mancate comunicazioni della Teateservizi e dell'insuccesso del piano Tari 2021, il quale vede un buco di 1.000.000 di euro dovuto alla restituzione del fondo di ristoro Covid 2021».
Viste le criticità che sarebbero state palesate dall’assessore in aula, FdI si chiede adesso perché si continui sulla stessa strada: «Perché l'amministrazione ripropone lo stesso meccanismo?», chiede FdI, «perché prevede a copertura il fondo ristoro Covid 2022? Se nonostante i numerosi proclami non avesse successo neanche quest'anno il milione di euro si trasformerebbe in 2 milioni di euro da spalmare ulteriormente sulle utenze dei cittadini?».
I consiglieri FdI fanno anche esempi concreti di cosa accadrà con le nuove tariffe: un’attività commerciale di 100 metri quadrati pagherà 2.878 euro di Tari, «tanto quanto un canone di locazione», sottolineano i tre consiglieri per far capire che si tratta di un deciso aumento e anche «indiscriminato». (a.i.)

