Fratelli d’Italia dà lo stop a Febbo: «Non può fare l’asso pigliatutto»

10 Maggio 2023

Il consigliere regionale di Forza Italia punta alle comunali del 2025, ma il centrodestra è “tiepido” Di Biase: «Noi non staremo a guardare». Di Iorio: «Persona coerente, serve il bene della città»

CHIETI. La sortita del capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale Mauro Febbo crea più clamore all'interno della coalizione di appartenenza, il centrodestra, che nel centrosinistra. Dal centrodestra, infatti, arriva la levata di scudi di Fratelli d’Italia, anche se in molti pensano che in realtà il consigliere regionale - che oggi torna a tenere una conferenza stampa - non sia affatto interessato alla candidatura a sindaco del 2025, quanto alle elezioni regionali dell’anno prima e che ora stia tessendo una rete di alleanze che passano anche attraverso le elezioni comunali teatine. Altrimenti non si capisce perché abbia deciso di contravvenire a una delle più vecchie regole della politica, secondo cui una candidatura buttata nel calderone con troppo anticipo finisce sempre per “bruciarsi”.
FRATELLI D'ITALIA Dal partito di Giorgia Meloni la prima sottolineatura è quella inerente l’autoreferenzialità della mossa politica di Febbo: «Quella di Mauro Febbo è una autorevole autocandidatura, che sicuramente mette in campo uno dei possibili e tanti protagonisti della prossima campagna elettorale per la città. Non dobbiamo, però, fare l’errore di pensare che le candidature, seppur autorevoli ma autoreferenziali, siano la migliore risposta al bisogno di governo della città. L’esperienza del 2020 ci insegna che senza la condivisione più forte, più leale, più totale di tutta la coalizione si rischia di far rimanere la città di nuovo in mano a chi oggi la governa male». A parlare è il capogruppo di FdI Carla Di Biase, ex assessore comunale all’epoca del sindaco Umberto Di Primio, protagonista di numerose battaglie tutte interne al centrodestra proprio con Febbo che ne aveva chiesto l’estromissione dalla giunta.
FEBBO ASSO PIGLIA-TUTTO «Fratelli d’Italia non starà certo a guardare questa volta», dice ancora Di Biase, «siamo un partito che è cresciuto tantissimo abbiamo uomini e donne con idee, cuore, braccia e cervello pronti da mettere in campo. Ad oggi, però, siamo proiettati verso un appuntamento cronologicamente collocato prima delle amministrative di Chieti: quello della regionali. È fondamentale per noi la riconferma del presidente Marco Marsilio, intorno al quale vogliamo costruire una squadra di governo forte, capace e competente, punto di partenza di una filiera politica e istituzionale che dia a Chieti il ruolo di protagonista. Alla luce di tali considerazioni, non si può pensare di essere sempre l’asso piglia-tutto della città, crediamo che i risultati che verranno fuori da queste elezioni regionali potranno dirci qualcosa per le prossime elezioni amministrative. Solo allora saremo, tutti insieme capaci di prefigurare scenari, ruoli e protagonisti».
IL CENTRODESTRA Il capogruppo della Lega, Mario Colantonio, commenta l’uscita di Febbo, a cui in passato è stato molto vicino, con una battuta: «La candidatura a sindaco di Febbo è direttamente proporzionale alla mia candidatura a presidente della Regione tra un anno». Ironia a parte, Colantonio specifica di parlare solo a titolo personale. Il consigliere Bruno Di Iorio, sostenuto da Febbo come candidato sindaco alle scorse comunali, specifica di non aver saputo nulla della possibilità di candidatura: «Conosco Febbo al di là della politica e anche come uomo politico», dice Di Iorio, «ha sempre dimostrato coerenza. Quando tutti dicevano che mi avrebbe mollato alle elezioni, lui è rimasto invece fedele alla posizione presa. Alla domanda se mi sento scaricato con questa presa di posizione, rispondo dicendo che quello che conta per me è prima di tutto il bene della città».
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