Frenata dei contagi: «Ora il virus rallenta»
Ecco i dati della Asl: cambio di rotta da due settimane, nell’area metropolitana la variante ha colpito prima
CHIETI. Sono in calo da due settimane i contagi a Chieti e provincia. «La situazione epidemiologica della diffusione del Covid prosegue anche questa settimana con un relativo rallentamento della velocità di insorgenza dei nuovi casi», dice il bollettino del dipartimento di prevenzione della Asl che ogni settimana passa al setaccio i numeri della pandemia.
COME UN MESE FA Dai 165 casi al giorno del 28 febbraio scorso, siamo passati a 117: 48 in meno. Nel gioco dell’oca dei contagi, siamo tornati indietro alla casella dell’inizio di febbraio quando era scoppiato l’allarme per la variante inglese. «Sembra plausibile», spiega l’analisi degli esperti guidati da Giuseppe Torzi, «che l’area metropolitana di Pescara-Chieti abbia subito per prima (a metà febbraio, insieme a Bolzano e Perugia) la diffusione delle varianti del coronavirus. Come ogni ondata, l’epidemia è ora in fase di discesa». Ma il bollettino avverte che la curva decrescente non significa ritrovarsi già fuori dall’emergenza: «L’epidemia porta però con sé contagi secondari (comuni in zona rossa) e ricoveri ospedalieri in aumento (in particolare, data la maggiore virulenza della variante inglese, nei più giovani): i casi ospedalizzati sono saliti a 205 (+6,2%), con una relativa diminuzione percentuale delle persone collocate in strutture a bassa intensità di cura». In base alle statistiche, oltre la metà dei residenti (63,5%) si è sottoposta ai tamponi, tra test rapidi (155.200 dal 1° gennaio al 12 marzo) e molecolari (85.500).
COMUNI A RISCHIO L’area metropolitana Pescara-Chieti risulta ancora superiore ai 250 casi settimanali ogni 100mila abitanti: è questa la soglia limite che non dovrebbe essere superata. Un limite che, una volta oltrepassato, innesca le restrizioni. Il bollettino disegna i confini delle aree di crisi: «I distretti di Chieti, Francavilla, Guardiagrele e Lanciano sono quelli con il numero di casi per 100mila abitanti più elevato. Naturalmente più gli abitanti sono pochi, maggiormente pochi casi determinano un tasso elevato (schizza in alto come nel caso di Montazzoli che con due focolai a distanza di 4 giorni, determina un tasso esagerato con i suoi 900 abitanti)».
VENTIMILA TELEFONATE In questi giorni, è cresciuta l'assistenza ai malati a casa grazie a 8 nuovi medici passati alla centrale Ucat: «Oltre a rispondere alle chiamate sono dedicati a supportare i colleghi delle Usca per la sorveglianza clinica dei pazienti domiciliati. L’obiettivo è di non lasciare solo il paziente a domicilio e fornirgli la possibilità di essere ascoltato e aiutarlo a gestire le difficoltà. Dal grafico delle telefonate giornaliere si può osservare come la capacità di risposta sia aumentata dalla seconda metà di gennaio (+50% in media) e sia raddoppiata a febbraio, con un incremento delle telefonate in arrivo e una capacità di risposta costante. A marzo», prosegue il documento, «le chiamate sono aumentate molto, soprattutto a causa delle vaccinazioni. La percentuale delle risposte che i medici sono stati in grado di effettuare è sceso considerevolmente nelle ultime due settimane. Sicuramente il provvedimento prossimo sarà di potenziare con personale infermieristico la Centrale di ascolto Covid. Il 41% delle persone ha effettuato più di una chiamata delle 20mila telefonate ricevute». (p.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

