Frentano d’Oro a Rapino: lustro a Lanciano

13 Ottobre 2021

Torna la cerimonia al Fenaroli dopo due anni di stop, applauso alla memoria del fondatore De Benedictis

LANCIANO. «Consegno il Frentano d’Oro a Remo Rapino e a Liborio». Così il cardiochirurgo pediatrico Sonia Albanese, vincitrice dell’ultima edizione del premio nel 2018, ha ceduto il testimone allo scrittore e al protagonista del suo romanzo, binomio ormai inscindibile. «Mi è capitato a Lanciano», ha raccontato Rapino, confermando la sovrapposizione tra reale e immaginario, «che qualcuno m’incontrasse salutandomi con un “Ciao, Libbo’”». Viene naturale allora condividere il premio con il “cocciamatte” Liborio Bonfiglio, che ha consacrato Remo Rapino nell’olimpo della letteratura nazionale con il Premio Campiello 2020. Un successo suggellato ora dal riconoscimento dalla terra natia, «per aver dato lustro alla Frentania». Un premio che lo scrittore lancianese dedica al padre scomparso, «una persona che mi porto dentro sempre, perché è stato un grande padre, un amico che non posso dimenticare».
Dopo due anni di stop forzato, la cerimonia al teatro Fenaroli si ripopola di pubblico, al quale il vincitore del Frentano d’Oro dona una raccolta poetica dal titolo “Città di grano e di luce”, omaggio in versi alla sua Lanciano. Testimone della fortuna editoriale dell’ormai celebre romanzo “Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio”, lo scrittore Fabio Stassi, editor della minimum fax, ha parlato del suo primo incontro con Rapino, della comunanza di anime e intenti che li unisce, suggerendo – tra il serio e il faceto – il nome dello scrittore come possibile candidato a ricoprire il ruolo di allenatore della squadra di calcio cittadina. La serata, condotta dal giornalista Mario Giancristofaro, si è aperta con un ricordo del ragioniere Ennio De Benedictis, ideatore e fondatore del premio, recentemente scomparso. Stefano Graziani, che ha preso le redini dell’associazione culturale “Il Frentano d’Oro”, ha lodato le grandi doti umane, la statura culturale, la pervicacia e la determinazione di De Benedictis, paragonandolo a «un pifferaio magico che è riuscito a riportare a Lanciano frentani illustri».
Il sindaco Mario Pupillo ha definito il premio «un patrimonio della nostra città e non solo». Una targa commemorativa è stata donata alla figlia del ragionere, Manuela. In chiusura sul palco si sono radunati tutti i “Frentani d’Oro” presenti in sala, che si sono stretti intorno Rapino, in un momento di corale emozione. (s.so.)