Froilen sbranata dai lupi Era la pecora dei bambini

Lama dei Peligni. Ha girato l’Abruzzo e accompagnato i disabili sulla Maiella Il proprietario: «In cuor mio speravo che l’avessero rubata, poi la triste scoperta»
LAMA DEI PELIGNI. Froilen se ne è andata nel più terribile dei modi, ma nel rispetto delle leggi, a volte crudeli, della natura: sbranata dai lupi. La pecora simbolo dell’Abruzzo, dei suoi borghi e dei suoi monti, non c’è più. Lunedì notte è stata attaccata dai lupi che sempre più spesso scendono a valle e nei centri abitati a caccia di cibo. Con abilità i lupi l’hanno fatta uscire dalla sua stalla a Lama Dei Peligni e poi l’hanno sbranata.
Froilen, in un anno e mezzo di vita sempre accanto al suo proprietario, Peppe Ardente (escursionista e membro del Majella sporting team), si è lasciata accarezzare da centinaia di mani, da quelle rugose degli anziani a quella paffute dei bambini. Alle persone, di ogni età, ha strappato sorrisi e sguardi stupiti. Ha saputo regalare emozioni uniche, soprattutto ai più piccoli.
Ieri mattina a dare l’allarme della sua scomparsa è stato proprio Ardente che non l’ha trovata nella stalla che condivideva con gli inseparabili amici, gli asinelli Iaccio e Tarì. «Quando ho scritto che era scomparsa», dice Ardente con profonda tristezza, «immaginavo, sapevo che era stata a causa dei lupi. Ma in cuor mio speravo che qualcuno l’avesse rubata o che era solo scappata, spaventata dal temporale della sera prima. Invece poco dopo i suoi resti sono stati trovati sotto un ulivo. Purtroppo i lupi non fanno distinzione tra pecora e Froilen».
Già, perché Froilen non era una pecorella qualunque. Nata in un allevamento di pecore romanov a Casoli, nell’aprile 2017 appena arrivata a Lama presa da Ardente, ha subito instaurato un legame speciale con lui. Lo seguiva ovunque, e grazie a una dota innata, amava stare tra la gente. Si lasciava accarezzare da tutti. Non belava nemmeno se i bambini esageravano con le carezze: li guardava rassegnata. Ha visto posti che una pecorella “normale” sognerebbe. Froilen era diventata il simbolo dell’Abruzzo, e con Ardente è stata quasi ovunque: sui monti, nei boschi, accanto alla joelette, una carrozzella da fuori-strada, a ruota unica, guidata dagli escursionisti dell’associazione Maiella Sporting team per far salire sui sentieri le persone con difficoltà di deambulazione o anziane. Nel castello di Roccascalegna e di Casoli, sul corso nuovo di Lanciano, alle Grotte del Cavallone, sulla ciclabile di Ortona. Ha fatto da “capocordata” ai bambini dei campi scuola. È stata persino nelle scuole, pochi giorni fa a Roseto. Ha vissuto una serie di avventure sempre insieme ad Ardente, spesso immortalate in foto e post su Facebook che hanno strappato centinaia di like e soprattutto portato tante persone a interessarsi dei luoghi che lei visitava.
«Le sue passeggiate in giro per l’Abruzzo aiutavano a promuovere il territorio», dice Ardente, «ma era soprattutto il suo stare tra la gente, la spiccata e innata socievolezza a renderla unica. Sono i momenti e le emozioni che ha regalato, a volte indescrivibili, che l’hanno resa speciale. Restano nel cuore gli occhi felici di un bimbo muto ogni volta che la accarezzava. Il legame che aveva con i diversamente abili. Restano nel cuore gli sguardi stupiti e increduli verso quella pecorella che seguiva un padrone forse bizzarro. Ma chi ha conosciuto Froilen può capire ora il mio dolore. Purtroppo questa è la legge della natura e, seppur crudele, va rispettata».
E sono in tanti a scrivere parole di cordoglio ad Ardente e di Froilen ricordano la socievolezza, la dolcezza, la simpatia.
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