Frutta e verdura costano di più: l’affare al mercato è un ricordo

L’allarme dei commercianti: costretti ad aumentare i prezzi per la crisi e ora i clienti spendono meno Ma resistono i fedelissimi del banco: «Scegliamo la qualità dei loro prodotti e la provenienza locale»
CHIETI. Se prima il mercato sul Corso era l’occasione per fare affari e risparmiare, oggi non lo è più. L’aumento dei costi delle materie prime colpisce anche i commercianti delle bancarelle teatine, costretti ad arrotondare i prezzi sul cartellino. «I costi dei nostri fornitori sono aumentati del 20%», dice Remo Mariani che ha un banco di intimo e abbigliamento all’inizio del Corso. «Aumenti minimi rispetto a quanto paghiamo noi la merce», afferma Mario Vestale, «ma la verità è che la gente vuole spendere sempre di meno». È dello stesso parere Emilio Serra: «Rispetto a prima le persone comprano di meno». Alcuni banchi, però, cercano di tenere i prezzi dei prodotti bloccati per non perdere la clientela: «Non aumento i prezzi sul banco per cercare di lavorare», prosegue Mariani. Il rincaro dei prezzi è dovuto principalmente all’innalzamento dei costi di produzione e di quelli delle materie prime: «Sono prodotti di importazione e i costi di trasporto sono in aumento», afferma Maurizio Tiberio, «ma per il momento non ho aumentato di molto i prezzi». I commercianti Alessandro Santarelli e Nino Camarra temono per il futuro del mercato teatino: «La situazione è grave perché i prezzi sono aumentati ovunque», dice Santarelli. «L'unica cosa che non aumenta è lo stipendio e quindi le persone si lamentano sempre», prosegue Camarra. Anche se minimo, l'aumento dei prezzi al mercato ha di conseguenza modificato il comportamento d'acquisto della clientela e, prosegue Tiberio, «i clienti preferiscono comprare prodotti di maggiore qualità, anche a costo di pagare qualcosina in più, ma che durano nel tempo». Conferma la tendenza anche Piero Di Marcantonio, che ha un banco di borse: «Le persone chiedono prima il prezzo e ci pensano di più prima di acquistare una borsa». Affari e offerte non attirano agli acquisti come un tempo: «Anche se trovano l'offerta buona e conveniente le persone non approfittano più», dice Serra, «se prima compravano due prodotti in offerta, ora preferiscono accontentarsi di uno solo». Resta invariata, invece, la tradizione del cliente di contrattare il prezzo al banco del mercato. «Fare mercato significa mercanteggiare ed è tradizione per il cliente chiedere lo sconto», spiega Mariani, «cerco sempre di venire incontro e offrire un caffè ma anche noi abbiamo famiglia e bollette da pagare». Per i generi alimentari, e in particolare per la frutta e la verdura, molti teatini restano fedelissimi delle bancarelle. «Di solito al mercato prendo sempre la frutta e la verdura al banco della Trinità», dice Giustino Brunelli, cliente abituale del mercato del venerdì. Per i generi alimentari le persone scelgono le bancarelle per la qualità e la sicurezza della provenienza: «Mi trovo molto bene perché so cosa acquisto e posso chiedere da dove viene il prodotto», spiega Marina Vignali. Nicoletta Parente, commerciante di frutta presente da più di 20 anni al mercato di Chieti, dice che i prezzi della frutta «dovrebbero aumentare perché dietro c'è tanto lavoro e cura che non vale il prezzo al commercio». Tra i clienti, però, c’è chi continua a frequentare il mercato anche solo per passare il tempo e preferisce acquistare i prodotti in negozio: «Così compro tutto in un'unica volta, compresa la frutta», spiega Rosalia Sticca, che poi conclude, «anche per l'abbigliamento preferisco il negozio perché posso provare più facilmente i capi».

