Fu arrestato, ma non abusò della 16enne

2 Marzo 2018

Casoli. Incubo finito per un muratore. Nei guai l’amica della ragazza: gli atti inviati alla Procura per falsa testimonianza

CASOLI. Non ha commesso alcuna violenza sessuale. I.M., muratore 48enne albanese residente a Casoli, non ha mai caricato sulla sua auto una studentessa, all’epoca dei fatti 16enne, con problemi psichici e non l’ha mai violentata. A stabilirlo il collegio del tribunale di Lanciano formato dai giudici Andrea Belli (presidente), Stefania Cantelmi e Cristina Di Stefano. Il collegio non solo ha assolto l’uomo con formula piena, ma ha anche rinviato gli atti in Procura perché si formuli l’accusa di “falsa testimonianza” nei confronti dell’amica della presunta vittima - colei che avrebbe presentato I.M. alla studentessa - che testimoniando in udienza, ha confermato le accuse.
Ci sono voluti 2 anni e 7 mesi, ma alla fine ha avuto ragione e grazie al suo avvocato, Silvana Vassalli, l’uomo ha dimostrato di non aver violentato una studentessa 16enne nel giugno 2014. Si è scrollato di dosso un’accusa pesantissima: violenza sessuale nei confronti di una minorenne con handicap cognitivo. Non dimenticherà, però, due anni di processo né l’arresto avvenuto il 28 luglio 2015.
Secondo le indagini, coordinate dall’allora sostituto procuratore Rosaria Vecchi, e condotte dai carabinieri di Villa Santa Maria e della compagnia di Atessa, i fatti sarebbero accaduti il 1° giugno del 2014. La ragazza si trovava in compagnia di un’amica e del suo fidanzato ventenne, anch’egli albanese. La coppia voleva far conoscere un ragazzo alla giovane. Presentarono a lei I.M.. Subito dopo averla conosciuta, l’uomo caricò in auto la minorenne e la portò in una zona sperduta del paese. Qui per un’ora, dalle 16 alle 17, avrebbe abusato di lei. Riportandola in paese, il muratore minacciò lei che l’avrebbe picchiata e allontanata dalla sua famiglia se avesse parlato con qualcuno di quello che era successo. Lei ha taciuto fino al marzo 2015 quando si è confidata con un’insegnante che ha attivato la Procura. Le indagini portatrono all’arresto del muratore, ai domiciliari e col braccialetto elettronico. Nel corso delle udienze però il castello accusatorio è stato smontato tanto che lo stesso pm, Serena Rossi, ne ha chiesto l’assoluzione. (t.d.r.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .