Fuggono con settemila euro d’oro, presi

11 Giugno 2019

Tre napoletani convincono un’anziana di 75 anni a consegnare tutti i gioielli con l’inganno del pacco ordinato dal nipote

VACRI. Hanno ingannato un’anziana di 75 anni facendosi consegnare 7mila euro in oro e gioielli. Ma i carabinieri hanno identificato e denunciato gli autori dell’ultima, odiosa truffa avvenuta a Vacri: si tratta di tre napoletani di 22, 27 e 30 anni. Adesso le indagini proseguono per scoprire se, dietro alla banda che ha colpito nel piccolo centro del Chietino, si nasconde una vera e propria organizzazione criminale con base in Campania e tentacoli in tutta Italia.
Lo scorso novembre l’anziana vedova riceve una telefonata sull’utenza fissa. L’interlocutore, che si presenta come il nipote della pensionata, dice che di lì a poco sarebbe arrivato un corriere per recapitare un pacco: «Bisogna consegnargli 500 euro: per favore, anticipameli. Se non hai soldi in casa, puoi pagare anche con i gioielli». La donna, in quel momento sola nel suo appartamento, cade nel tranello: quando alla porta bussa un giovane che si spaccia come corriere, consegna allo sconosciuto orecchini, collane d’oro e anelli per un valore di almeno 7mila euro. Il finto postino arraffa i preziosi e, nel giro di pochi attimi, fa perdere le sue tracce. Solo in un secondo tempo la nonnina si accorge di essere stata raggirata e denuncia tutto ai carabinieri di Bucchianico, competenti per territorio, diretti dal luogotenente Pietro Mangiapia e coordinati dal maggiore Massimo Capobianco, comandante della compagnia di Chieti. Gli investigatori prendono a verbale la malcapitata, ascoltano testimoni, acquisiscono le immagini delle telecamere presenti in zona, analizzano tabulati e celle telefoniche. Gli accertamenti consentono così di raccogliere elementi sufficienti per arrivare ai responsabili del colpo. Ognuno di loro ha avuto un ruolo ben definito nella vicenda: c’è chi ha telefonato fingendosi il nipote dell’anziana; chi si è presentato nell’abitazione della donna e chi ha collaborato per portare a termine l’inganno. Per tutti è scattata una denuncia alla procura di Chieti con l’accusa di truffa aggravata. Il sospetto degli uomini dell’Arma è che i tre malviventi possano aver compiuto raggiri simili anche in altre località del Chietino.
Il primo consiglio – forse banale ma sempre efficace – per evitare di essere truffati è di non aprire la porta agli sconosciuti. «Non tenete in casa grosse somme di denaro», è il messaggio lanciato a più riprese. «Non fate sapere se ci siano casseforti o oggetti di valore. Se arrivano operai, verificate con una telefonata chi li ha mandati. Lasciate sempre qualche luce accesa e non lasciate le chiavi sotto lo zerbino o in luoghi alla portata di tutti».