Fumata grigia per Teateservizi

Non c’è il sì del Comune al concordato. Febo fiducioso: ci sarà nei tempi previsti
CHIETI. Fumata grigia sul piano di concordato di Teateservizi. Il liquidatore Luca Di Iorio ha stilato il piano e ha inviato venerdì sera al Comune una nota riassuntiva, ricalcolando i dati economici secondo una proposta condivisa a monte con l’amministrazione. Ma, sebbene le premesse siano positive, nella giornata di ieri non è ancora arrivato il via libera dal Comune. A dover dare l’atteso parere è il segretario generale Celestina Labbadia, nella qualità di dirigente alle finanze e di responsabile del cosiddetto “controllo analogo” della società pubblica, che per il Comune svolge gli incarichi di riscossione dei tributi, gestione del cimitero e dei parcheggi a pagamento (con il concordato cederà gli ultimi due servizi e manterrà solo la riscossione).
Nonostante non sia ancora arrivato l’ok definitivo, secondo il presidente del consiglio comunale Luigi Febo l’ente è ancora nei tempi per presentare il piano il 31 marzo in tribunale, nonostante il necessario passaggio in consiglio comunale che ha tempi tecnici abbastanza lunghi, come ha già sottolineato con preoccupazione l’opposizione. «Su Teateservizi l’amministrazione ha chiarito da subito le proprie intenzioni e le sta portando avanti», dice Febo, «grazie al lavoro del liquidatore non solo la partecipata ha i bilanci che mancavano, ma oggi ha anche un piano di rilancio su cui è fondato il futuro. I tempi per arrivare in consiglio ci sono. Il piano approderà in aula per il necessario confronto, ma il lavoro delle commissioni è iniziato da tempo e lo stesso liquidatore ha avuto modo di relazionarsi con i consiglieri. Se ne discuterà a brevissimo. Confidiamo che il piano industriale sia un giro di boa positivo per evitare il fallimento e di riportare Teateservizi nella rotta di risanamento che l’amministrazione Ferrara ha voluto e avviato per i conti dell’ente e di tutte le partecipate. Remare sempre contro o fare finta che la situazione trovata non esista, e che tutti questi sforzi non servano a risollevare la città, non è ciò di cui Chieti ora ha bisogno. Il lavoro del consiglio è determinante e io confido nel buonsenso dell’assise che non si è mai tirata indietro di fronte a situazioni importanti per la comunità».
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