Fuoco appiccato nel negozio: fratello e sorella condannati

12 Gennaio 2022

CHIETI. È diventato lo stalker di un commerciante del centro storico di Chieti e, con la complicità della sorella, è arrivato ad appiccare il fuoco nel suo negozio. Rossano De Luca, teatino di 40...

CHIETI. È diventato lo stalker di un commerciante del centro storico di Chieti e, con la complicità della sorella, è arrivato ad appiccare il fuoco nel suo negozio. Rossano De Luca, teatino di 40 anni, è stato condannato a dieci mesi di reclusione dal giudice Maurizio Sacco. Alla sorella Bruna De Luca, 57 anni, sono stati invece inflitti sei mesi. Lui è accusato di «atti persecutori» e «danneggiamento seguito da incendio», mentre lei deve rispondere solo del secondo reato. A entrambi è stata concessa la sospensione condizionale della pena. La difesa, rappresentata dall’avvocato Corradino Marinelli, presenterà ricorso in appello. La vittima non si è costituita parte civile.
A occuparsi delle indagini sono stati i poliziotti della seconda sezione della squadra mobile di Chieti. In base alla ricostruzione del sostituto procuratore Lucia Anna Campo, l’imputato ha molestato il negoziante raggiungendo «quotidianamente» il suo esercizio commerciale, «muovendogli rimostranze anche ad alta voce e in presenza di altri avventori e inviandogli numerosi messaggi dal contenuto altalenante: da un lato contestando la bontà dei prodotti in vendita e, dall’altro, manifestando sentimento nei suoi confronti». Ma non è finita qui: il 40enne è accusato di essersi recato anche sotto l’abitazione del padre della vittima, provocandole «uno stato di ansia e paura per la propria incolumità». Non solo: il 10 giugno del 2019, in concorso con la sorella, ha appiccato il fuoco all’interno dell’esercizio commerciale facendo gettare alla donna, in un cestino per la racconta differenziata, una carta che aveva dato alle fiamme. L’imputato ha continuato a recarsi nel negozio «anche dopo il danneggiamento».
Nell’immediatezza dei fatti Rossano De Luca era stato sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento alla vittima e ai luoghi da lei abitualmente frequentati, anche alla luce di un comportamento «protratto nel tempo nonostante due denunce e l’intervento delle forze dell’ordine». Il commerciante aveva riferito anche di alcune minacce. «Mi ha detto», aveva messo a verbale, «che sa dove abito, dove parcheggio la macchina quando sono a casa, dove abita mio figlio e dove immagazzino la merce». (g.let.)