Fuori dall’Unione, piccoli Comuni nei guai

1 Luglio 2014

L’ente verso lo scioglimento, i consiglieri dei centri al di sotto dei 5mila abitanti: noi penalizzati

CASTEL FRENTANO. É giorno di responsi oggi per l’Unione “Città della frentania e costa dei trabocchi”. Da contare è il numero dei consigli dei 12 comuni membri che fino ad ieri hanno votato per la rescissione dai servizi o lo scioglimento dell’ente. Ma il risultato pare scontato: l’Unione si scioglierà. Non senza polemiche. A sollevare scudi in difesa dell’ente sono le minoranze di alcuni comuni, oltre ad alcuni sindaci come Massimiliano Berghella di Treglio, Nicola Scaricacciottoli di Paglieta che chiedevano una revisione dell’Unione per non buttare 10 anni di lavoro, posti di lavoro, servizi che associati costano meno. «Buttare anni di lavoro è incredibile» dice Patrizia De Sanctis del gruppo “cuore castellino” di Castel Frentano, «in oltre 10 anni si sono create delle professionalità che saranno disperse, si perderanno posti di lavoro. I servizi costernano di più. Si è giunti alla decisione di scioglimento senza mettere in risalto potenzialità o negatività sulle quali poi poter intervenire. É stata una decisione autocratica dei sindaci». Anche a Rocca San Giovanni, il gruppo di minoranza “Insieme per Rocca”, con Emilio Pio Caravaggio, Silvino D’Ercole e Fabiana Mucci critica la scelta di sopprimere un ente nato per far crescere e confrontare il territorio. «É palese che lo spirito iniziale dell’Unione è stato disatteso», dice Caravaggio «e quando si depotenzia uno dei servizi essenziali come quello della Polizia municipale, per calcoli opportunistici, i risultati sono questi».

Per il gruppo i motivi che portano allo scioglimento sono: mancati trasferimenti statali e regionali, mancata gestione dei proventi delle multe. Ma il dato più importante è che, tranne San Vito e Fossacesia che superano i 5mila abitanti, gli altri comuni per legge, dovranno di nuovo associarsi. «Bisogna mantenere l’Unione», dice Caravaggio «che è già strutturata e non crearne un’altra minore. Bisogna parlare con la nuova giunta regionale per sbloccare i trasferimenti e uscire dalla logica campanilistica». «Superiamo i 5mila abitanti e non dobbiamo associarci», dice Fabrizio D’Amario consigliere di Fossacesia città Attiva «ma ci sono servizi che è difficile gestire da soli. Come la polizia municipale».

Teresa Di Rocco

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