Furgiuele rischia un nuovo processo

Inchiesta per abusi sessuali su un altro bimbo. Il perito: il racconto è attendibile
CHIETI. L’allenatore di baseball Riccardo Furgiuele rischia di finire ancora una volta a processo per violenza sessuale aggravata su un ragazzino che, all’epoca dei fatti, aveva 10 anni. L’uomo, 52 anni di San Giovanni Teatino, è stato già condannato in primo grado a 12 anni di carcere per gli abusi su 9 piccoli atleti. Ieri mattina, davanti al giudice Andrea Di Berardino, è stata ascoltata la psicologa Antonella De Massis, nominata come perito dal tribunale: la testimonianza del minore, ora 14enne, è stata giudicata attendibile. «Non si riscontrano influenze suggestive», è scritto nella perizia. Il racconto è considerato «scevro da esposizioni ad amplificazioni e suggestioni». Ora gli atti sono tornati al pm Giuseppe Falasca, che dovrà decidere se chiedere il rinvio a giudizio di Furgiuele.
La vittima, nel corso dell’incidente probatorio, ha confermato le accuse già riportate nella denuncia presentata dai familiari, assistiti dall’avvocato Roberto Di Loreto. «All’inizio di quest’anno», hanno raccontato i genitori nella querela, «nostro figlio ci ha detto che aveva necessità e bisogno di parlarci di una cosa molto importante. Del tutto inaspettatamente, ha cominciato a raccontare del periodo in cui giocava a baseball e di come il suo allenatore lo avesse ripetutamente molestato. Dopo un primo momento di confusione e incredulità di fronte alla scioccante rivelazione, abbiamo cercato di capire come e quando ciò poteva essere avvenuto». Gli abusi si sarebbero consumati nel magazzino degli attrezzi dell’impianto sportivo di Santa Filomena, a casa della madre di Furgiuele e persino al mare. «L’allenatore», hanno proseguito i genitori, «era solito organizzare eventi e occasioni in cui i ragazzi si incontravano con lui al di fuori degli allenamenti. Nello specifico, Furgiuele aveva organizzato una giornata da trascorrere al mare: gli abusi sono avvenuti in acqua. Nostro figlio ha riferito che ha deciso di non voler più praticare baseball perché voleva far cessare le violenze nei suoi confronti: non sapeva in quale altro modo sottrarsi a ciò che avveniva. Aveva timore che Furgiuele potesse andare oltre nelle sue violenze sessuali». All’incidente probatorio hanno assistito anche l’avvocato Franca Zuccarini, per la società di baseball, e l’avvocato Valentina Aragona, in rappresentanza della Federazione italiana baseball e softball, in previsione della costituzione di parte civile. (g.let.)

