Furti di auto in centro anche di giorno

10 Novembre 2016

Il parcheggio di via Ciampoli diventa il “supermercato” delle bande pugliesi. Una derubata racconta la sua esperienza

CHIETI. È allarme furti d’auto in città. E c’è una strada presa di mira in modo particolare, essendo destinata a parcheggio lungo un intero lato. Si tratta di via Ciampoli, la bretella che da via Olivieri porta al Terminal bus, diventata una sorta di “supermercato” per i ladri d’auto. Nell’arco di pochi giorni sono sparite dal parcheggio a spina di pesce della strada ben tre auto, tutte in pieno giorno. «Tre settimane fa avevo parcheggiato come faccio abitualmente la mia Alfa Mito in via Ciampoli», dice la proprietaria di un’auto rubata, «lavoro dalle 16,30 alle 20,30 e quando sono tornata non ho più trovato l’auto. Sulle prime ho pensato di non aver parcheggiato correttamente la macchina, magari un po’ fuori dalle strisce bianche, e che per questo motivo i vigili urbani mi avevano multato e rimosso il veicolo. Perciò sono andata al parcheggio di via Papa Giovanni, dove finiscono le auto rimosse, ma, una volta lì, sono rimasta davvero interdetta nell’apprendere che il carro attrezzi della polizia municipale quel giorno non era neanche uscito in città. Allora mi sono dovuta arrendere all’idea che la mia auto era stata rubata in pieno giorno e in una zona molto trafficata». A quel punto è scattata la denuncia alla polizia. Alla vittima è rimasto però un dubbio: «Qualche giorno prima, il sistema elettronico dell’auto aveva avvertito che c’era qualche problema al sistema dell’antifurto satellitare. Ma credo che sia stata solo una coincidenza».

Generalmente, il professionista dei furti d’auto porta sempre con sé un dispositivo elettronico che disturba le frequenze. Lasciato acceso dentro l’auto rubata, permette di renderla irriconoscibile al sistema di controllo satellitare. È quanto conferma anche la polizia stradale che spesso riesce ad acciuffare i criminali sulle auto appena rubate. Spesso si tratta solo di “trasportatori”, che non sanno neanche a quale scopo è stato messo a segno il furto. E spesso la matrice criminale è di origine pugliese. Per questo motivo sono proprio gli agenti della sottosezione della Polizia stradale di Vasto sud, al comando dell’ispettore capo Antonio Pietroniro, ad aver intercettato molte delle auto rubate in Abruzzo dirette in Puglia. Ne beccano tantissime: a fronte degli ultimi 35 veicoli rubati, ci sono 25 tra arrestate e denunciati. «C’è un vasto mercato di pezzi di ricambio gestito dalla criminalità pugliese che le auto rubate in Abruzzo vanno ad alimentare», conferma Pietroniro, «ed è per questo motivo che vengono prese le auto di marche molto diffuse». Il comandante ha stilato anche una lista dei modelli più appetibili. Ci sono le Fiat 500 e le 500 L, le C3, le Volkswagen Golf, le Peugeot 308 e le Fiat Panda di seconda e terza serie. E poi c’è una coincidenza: i motori sono quasi tutti 1.200. Pietroniro ha individuato anche un kit del perfetto ladro di auto. È composto da un cacciavite, estrattore, centralina e, se agisce di notte, una torcia. «Il cacciavite serve per forzare dall’alto lo sportello della macchina», spiega il poliziotto, «uno volta entrato, il ladro per accendere il motore utilizzerà l’estrattore, che è una specie di cavatappi che si infila nel blocchetto di accensione per estrarlo, e una centralina, che è un dispositivo elettronico che si connette al sistema elettronico dell’auto». Un’operazione che, se il ladro è davvero bravo, si può portare a termine in 4 minuti. Tant’è vero che ad Andria i carabinieri hanno preso la cosiddetta “Banda dei 4 minuti”, specialista in velocissimi furti d’auto.