Furti di fiori sulle tombe «Sì ai vigili in borghese»

1 Novembre 2017

Partono i controlli della polizia locale al cimitero, favorevoli frequentatori e fiorai A Sant’Anna atteso un boom di presenze. E i crisantemi costano fino a 2 euro

CHIETI. «I vigili urbani dovrebbero esserci sempre al cimitero. Non solo per la festa dei morti. Perché da quello che ci dicono i nostri clienti ci sono sempre tanti furti, soprattutto di vasi e fiori sulle tombe». Carla Finizio, fiorista della “Piante e fiori Natalino e Carla” lancia l’allarme. Anche perché, aggiunge, «rubare sulle tombe dei morti è tanto grave quanto rubare ai vivi. Alle volte», continua, «siamo noi a suggerire ai nostri clienti di stare attenti, perché non è la prima volta che sentiamo di furti». La novità degli agenti di polizia locale in borghese è piaciuta un po’ a tutti al cimitero, con la sola esclusione della donna che chiede l’elemosina all’entrata principale. I due agenti in borghese la mandano via, ma lei non si scoraggia. Sale sul bus, fa finta di andarsene e dopo un po’ è di nuovo seduta vicino all’ingresso principale. Per il resto, almeno per la giornata di ieri, non ci sono stati altri problemi. Anche se le presenze non sono state tantissime. «Direi che è un “mortorio”», dice utilizzando il gioco di parole Antonio Di Nardo, uno dei due fiorai ambulanti che si sono aggiunti in questi giorni ai quattro fissi. L’altro ce l’ha proprio di fronte, vicino all’ingresso principale. A trattare con il pubblico c’è una bella venditrice di origine straniera, Melani Gusman: «Un crisantemo costa un euro, 3 euro il mazzetto», informa. Il costo del crisantemo singolo va dall’1 ai 2 euro. Giuseppe Di Renzo, del negozio “Punto Floreale” (all’entrata dell’obitorio), dove si possono trovare anche le rose di colore blu, vende a 2 euro i crisantemi “trattati”, vale a dire quelli «che durano di più nel tempo», gli altri li vende a 1 euro o a 1 euro e mezzo. «Il costo non è rincarato», dice, «anche perché la gente viene sempre meno a comprare fiori per i defunti. Colpa della crisi, che non è mai finita. Noi comunque facciamo il massimo per la nostra clientela: solo di rose ne abbiamo di 18 colori».
Vicino a lui c’è il fioraio del trentasettenne Camillo Ciccone: «È vero che viene meno gente, ma ogni festa dei defunti è diversa dalle altre. Quest’anno credo che l’afflusso sia diluito nel tempo». Il boom sarà comunque oggi e per la giornata odierna Ciccone pensa che sia sbagliato chiudere completamente al pubblico il parcheggio che porta alla zona dell’obitorio: «Soprattutto per gli anziani», spiega, «che devono fare parecchia strada prima di poter entrare da questa parte. Credo che questo spazio debba essere gestito in maniera diversa e soprattutto penso che le decisioni che la pubblica amministrazione prende riguardo al cimitero debbano essere condivise con gli operatori del settore». Il riferimento è anche agli odiatissimi orari di chiusura del camposanto contro cui si è ribellata un po’ tutta la città e su cui il Comune ha dovuto fare marcia indietro. Soprattutto per i fiorai, hanno sottolineato loro stessi, quei dieci mesi di chiusura pomeridiana domenicale sono stati «un danno incalcolabile». L’ultimo fioraio è quello di madre e figlia di Collecorvino. Alla cassa c’è la ventiduenne studentessa universitaria Federica Salzetti che nei 15 anni passati ad aiutare la madre si è fatta anche degli amici. Sono i coetanei che vivono in zona e che nei giorni in cui si lavora di più le danno una mano e le fanno compagnia.
Infine oggi pomeriggio, a partire dalle 15,30, ci sarà la celebrazione eucaristica per tutti i defunti nel piazzale principale del cimitero.
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