Furti in case e chiese, scattano 2 arresti

16 Luglio 2020

Portavano via candelabri, offertori e attrezzi di carpenteria: contestati oltre 20 colpi. Nei guai anche un’altra coppia di ladri

VASTO. Furti nelle case, nelle rimesse agricole e persino nelle chiese: scattano gli arresti in città. Ieri mattina i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Vasto hanno eseguito quattro provvedimenti cautelari emessi dal gip del tribunale di Vasto Fabrizio Pasquale su richiesta del sostituto procuratore Gabriella De Lucia. Brusco risveglio per C.C., 45enne di Vasto, arrestato e trasferito nella casa circondariale di Vasto, F.A., 42enne di Vasto, portato nel carcere di Pescara, D.G.M., 38enne di Vasto, e S.D., 41 anni, sottoposti entrambi all’obbligo di firma.
Sono più di 20 i furti contestati ai quattro che, a detta degli investigatori, si erano specializzati nei furti ai luoghi di culto. Portati via offertori e candelabri. Nel corso delle indagini sono stati recuperati numerosi oggetti religiosi, ma anche attrezzi di carpenteria per un valore di circa 30 mila euro. Gran parte del materiale è stato riconsegnato ai legittimi proprietari. I provvedimenti cautelari sono arrivati al termine di un’articolata indagine avviata dai carabinieri di Vasto dopo una serie di furti commessi in alcune parrocchie della città e dei comuni vicini. «I riscontri investigativi acquisiti», racconta il maggiore Amedeo Consales, «hanno consentito di identificare gli autori di una serie di furti messi a segno fra settembre 2019 e febbraio 2020. Diverse anche le abitazioni prese di mira. Gli immobili erano per lo più case periferiche di Vasto, San Salvo e Lanciano. Durante i saccheggi i ladri hanno portato via attrezzi agricoli: scuotitori, motoseghe, compressori di costo elevato prevalentemente di marca Stihl». Gli investigatori hanno appurato che gli indagati, subito dopo aver compiuto un furto, accantonavano la refurtiva in un luogo ritenuto da loro sicuro. Poi, attraverso alcune piattaforme di annunci on line, inserivano il materiale sul web pubblicandone le fotografie e ponendolo in vendita. Ogni articolo ovviamente è stato pubblicizzato a prezzo particolarmente vantaggioso. «I furti», spiega Consales, «avvenivano sempre in ore notturne e, a volte, in più plessi immobiliari». L’attività investigativa è durata circa 7 mesi. Grazie a intercettazioni, appostamenti e video, i carabinieri sono riusciti a ricostruire tutti i movimenti degli indagati e dei loro veicoli utilizzati per il trasporto della merce rubata. «Le indagini non sono terminate», sottolineano i carabinieri. «Stiamo appurando l’identità di chi ha acquistato la merce rubata tramite il web in modo da poter tentare di recuperarla e riconsegnarla ai proprietari».
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