Furti nel cimitero, scoperti i due ladri

12 Marzo 2022

Vasi e portalampade sottratti dalle tombe: gli autori individuati e denunciati grazie a testimonianze e videosorveglianza 

CANOSA SANNITA . Le testimonianze dei cittadini e le immagini estratte dal circuito di videosorveglianza sono state determinanti per individuare quelli che sono ritenuti gli autori di un furto al cimitero di Canosa Sannita. Due persone sono state denunciate in stato di libertà alla procura di Chieti dai carabinieri della stazione di Tollo per aver sottratto portafiori e portalampade dai loculi del cimitero canosino. Si tratta di due quarantenni di Castel Frentano, già con numerosi precedenti penali, di cui uno operaio e l’altro custode cimiteriale.
Le indagini dei militari dell’Arma di Tollo sono state avviate dopo la denuncia di furto degli arredi funebri dai loculi, da poco completati dal Comune di Canosa Sannita. Dal monitoraggio delle auto che nei giorni del furto si trovavano in paese, è stata individuata - anche grazie alla segnalazione di alcuni cittadini che hanno notato la strana presenza dei due a Canosa ed in particolare nella zona del cimitero -, quella dei ladri, nei cui confronti la procura di Chieti ha emesso un decreto di perquisizione delle loro abitazioni di Castel Frentano.
Ma questa volta ad andare in trasferta, per eseguirle, sono stati i carabinieri di Tollo, supportati da quelli di Miglianico e Orsogna. I controlli all’interno di un garage, nella disponibilità di uno dei due, ha permesso di recuperare cinque degli arredi funebri sottratti, in ceramica marmorizzata, che presto saranno restituiti ai legittimi proprietari. Entrambi dovranno rispondere di furto aggravato in concorso e sono stati anche proposti al questore della provincia di Chieti per l’applicazione della misura di prevenzione del foglio di via obbligatorio da Canosa Sannita, con il divieto di poterci fare ritorno fino a 3 anni. «La prevenzione ed il contrasto dei reati contro il patrimonio», dicono dalla compagnia dei carabinieri di Ortona, «sono tra le priorità delle stazioni dell’Arma sparse sul territorio».
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