Furti nelle auto in sosta al mare: dai giudici sfilano 11 testimoni

Sette imputati sono vastesi. Nei guai anche una romena: le card rubate utilizzate nel suo locale La base logistica della banda in casa di una coppia. I raid lungo 70 chilometri di costa adriatica
VASTO. Operazione "Street predator": si accendono i riflettori sul processo alla banda specializzata nei furti nelle auto. Sfilata dei testimoni della pubblica accusa ieri davanti ai giudici del tribunale di Vasto - presidente Bruno Giangiacomo , a latere Rosanna Buri e Stefania Izzi - nel processo a carico di 8 imputati accusati di associazione per delinquere finalizzata al compimento di furti, prevalentemente ai danni di autovetture in sosta sulla riviera, e successivo indebito utilizzo delle carte di credito.
Sette di loro sono vastesi: B.F., 47 anni, S.M., 46, B.R., 48, B.V., 25, Z.P. 53, C.G., 54, Z.G., 23. Un'ottava imputata, T.I.L., 31 anni, è romena. Undici le persone ascoltate dal collegio di giudici e dal pm, Michele Pecoraro. In aula i giudici hanno ascoltato anche il perito che aveva eseguito le intercettazioni telefoniche e i carabinieri. A difendere gli imputati gli avvocati Isabella Mugoni, Raffaele Giacomucci, Pino Sciarretta e Giancarlo D'Angelo. Le vittime si sono costituite parte civile. A rappresentarle l'avvocato Nicola Artese.
Cinquantatré le carte di credito rubate in altrettante vetture parcheggiate sulla costa Adriatica. Ad accertare i furti due anni fa furono i carabinieri del reparto operativo di Vasto in collaborazione con i colleghi delle compagnie di Campobasso e Termoli e l'equipaggio del 5° Elinucleo di Pescara.
Le contestazioni non sono uguali per tutti. T.I.L., 31 anni di origine romena, titolare di un locale, è finita nei guai per essere stata compiacente con le persone che "strisciavano" le carte rubate nel suo locale, permettendo loro di incassare contanti. La donna difesa dall'avvocato Pino Sciarretta contesta l'accusa. A giudizio dei carabinieri il gruppo non sceglieva le vittime a caso. La gang mirava soprattutto alle carte di credito. Gli accertamenti degli investigatori hanno permesso di stabilire all'interno del gruppo, diversi ruoli: c'è chi è accusato di essere stato l'esecutore materiale dei furti, altri sono accusati di indebito utilizzo. La base logistica era a Vasto a casa di una coppia , B.F., 47 anni e S.M. 46. Ma la gang degli " street predator" ha mietuto vittime lungo 70 chilometri della costa Adriatica, da Ortona a Termoli. Trentamila euro il bottino. Quello che sta emergendo dal processo ha spinto il neo rieletto sindaco di Vasto Francesco Menna, a ribadire quanto importante sia la presenza di una Procura in un territorio di confine come il Vastese e quanto importante sia il ruolo delle forze dell'ordine.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

