Furti nelle auto, oggi la sentenza sulla banda

Razzie nei veicoli parcheggiati sulle riviere: in 8 sono accusati anche di associazione per delinquere
VASTO. È attesa per oggi la sentenza del collegio di giudici formato da Stefania Izzi, Elisa Ciabattoni e Silvia Lubrano per otto imputati, sei dei quali finiti in carcere nel 2019, accusati di associazione per delinquere, indebito utilizzo di carte di pagamento, furto aggravato e ricettazione. L'operazione che portò al loro arresto venne denominata “Street predators”. A condurre le indagini furono i carabinieri. Stando alle accuse gli imputati avevano dato vita ad una banda dedita alla commissione di furti in automobili e all'utilizzo indebito, con prelievi di denaro ed acquisti, delle carte di pagamento rubate. Una cinquantina gli episodi attribuiti all'organizzazione con la contestazione dell'associazione a delinquere. Alla sbarra B. F., 51 anni; S.M.,50; B.R., 52; B.V., 29; Z.P., 55; T.I.L., romeno, 35; C.G., 58 e Z.G., 27. A difenderli, gli avvocati Isabella Mugoni, Raffaele Giacomucci, Giancarlo D'Angelo, Pino Sciarretta e Alessandro Orlando. Svariati i furti sulle auto in danno di vacanzieri lungo il litorale adriatico tra le province di Chieti e Campobasso nel corso della primavera ed estate del 2018. Le zone più colpite, quelle di Punta Aderci e Mottagrossa.
Le indagini dei carabinieri hanno permesso di individuare nella coppia B.F. e S.M. i maggiori responsabili dell'associazione. In seguito, monitorando costantemente gli spostamenti dei promotori del sodalizio, i militari sono riusciti a identificare gli altri presunti componenti del gruppo. Le auto prese di mira, come accennato, soprattutto veicoli di villeggianti, erano parcheggiate sul lungomare di Termoli, Montenero di Bisaccia, Vasto, Torino di Sangro, Fossacesia ed Ortona. Almeno 50 gli episodi contestati. Dopo avere infranto i vetri delle auto, la gang asportava le carte di pagamento lasciate in auto dai proprietari, spesso abbinate ai relativi codici "pin". Immediatamente dopo ne seguiva l'illecito utilizzo per prelievi di contante presso Atm di banche o uffici postali, e indebite e sospette transazioni in determinati esercizi pubblici, particolarmente presso un bar di Vasto Marina gestito da uno degli indagati. (p.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

