Furto di rame sventato

Ladri nella notte al Consorzio di bonifica tentano di rubare 176 metri di un cavo
CHIETI. Ladri di fili elettrici al Consorzio di Bonifica nella zona industriale di Chieti Scalo. I malviventi si sono introdotti verso le 23 di mercoledì nell’area esterna dell’ente di bonifica e hanno tranciato alcuni fili di grosso spessore mandando in tilt l’impianto di ossidazione quello che fornisce ai depuratori l’ossigeno per uccidere i batteri. Ma durante le manovre, a un certo punto, è scattato l’allarme tanto che in pochi minuti sul posto sono arrivati gli agenti della volante che erano di pattuglia nei pressi dell’area industriale. I ladri accortisi dell’arrivo dei poliziotti sono scappati.
Una volta arrivati sul posto, che si trova nella zona industriale in via Don Primo Mazzolari, gli agenti hanno ricostruito i movimenti dei ladri. In una prima fase hanno tentato di spostare un cubo di cemento armato sotto il qualche c’erano di cavi di rame. Ma il masso è risultato particolarmente pesante tanto che i malviventi hano rinunciato e si sono concentrati su altri pozzetti che erano coperti da sistemi meno pesanti. Alla fine sono riusciti a prendere 176 metri di filo di grosso spessore. Ma mentre lo stavano caricando presumibilmente su un furgone è scattato l’allarme. Dopo ulteriori sopralluoghi i poliziotti si sono accorti che i ladri erano stati costretti anche a lasciare la refurtiva. Infatti il cavo è stato trovato poco distante dal cuore del Consorzio di bonifica.
I danni sono particolari anche perché è stato interrotto per qualche ora il ciclo di ossidazione dei depuratori. Tuttavia dicono i tecnici del Consorzio che non c’è stato alcun rischio per l’ambiente perché il sistema di ossidazione ha diverse ore di autonomia. Tuttavia gli operai si sono messi immediatamente al lavoro e hanno rimesso in funzione l’impianto.
Gli investigatori della questura ora confidano nelle riprese fatte dalle telecamere del Consorzio di bonifica che verranno presto visionate nella speranza che le immagini risultino chiare.
Il rame ormai è diventato oro. Diversi sono i ricettatori di questo materiale diventato prezioso che poi vanno a rivendere a poco prezzo a piccole imprese probabilmente ignare della loro provenienza illecita.

