Furto nella chiesa di San Michele: nel mirino l’antico tabernacolo

I ladri in azione di mattina: salgono sull’altare e rubano uno sportellino d’argento che risale al ’700 La scoperta fatta dal parroco, ora indagano i carabinieri. In passato era già sparito il calice con le ostie
VASTO. I ladri tornano a colpire nella chiesa di San Michele Arcangelo. Perché la criminalità più odiosa, quella che ruba storia, ricordi e affetti, non risparmia neanche i luoghi di culto. Stavolta i malviventi sono saliti sull’altare e si sono impossessati dello sportellino d’argento del tabernacolo che risale al ’700. A fare la scoperta, ieri pomeriggio, è stato il parroco, don Antonio Totaro. Il prete non ha potuto fare altro che telefonare al 112 per denunciare l’episodio.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Vasto, che hanno eseguito un primo sopralluogo e avviato le indagini per dare un nome agli autori del furto sacrilego. È molto probabile che i malviventi siano entrati in azione in mattinata, sfruttando l’orario di apertura al pubblico. Gli investigatori, infatti, non hanno trovato segni di forzatura sugli infissi. Significa che i balordi hanno atteso che in chiesa non vi fosse nessuno e, nel giro di pochissimo tempo, hanno portato a termine il loro piano; poi, sempre senza dare nell’occhio, si sono allontanati da piazza delle Rimembranze facendo perdere le proprie tracce nel giro di pochi minuti.
È grande l’amarezza del sacerdote e dei fedeli. Non è la prima volta, infatti, che la chiesa di San Michele finisce nel mirino. Poco più di un anno fa, ad esempio, i ladri hanno portato via il calice contenente le ostie consacrate utilizzate nelle funzioni religiose.
In precedenza, era scomparso un candeliere votivo con le offerte dei fedeli. Qualche anno fa, invece, i carabinieri hanno scoperto e sgominato una banda specializzata nei furti all’interno dei luoghi di culto del Vastese. I malviventi erano diventati una sorta di incubo delle parrocchie della città e non solo. Durante le indagini, andate avanti per mesi con pedinamenti, intercettazioni e telecamere, sono stati recuperati numerosi oggetti sacri.
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