Fusero: Di Ilio, troppo spazio al dg

Il giudizio del candidato rettore sulla precedente gestione della D’Annunzio
CHIETI. «È necessario voltare pagina! Non si può parlare di governance di ateneo se non si afferma con chiarezza che la prima necessità per la nostra università è quella della discontinuità con la trascorsa gestione». Esprime in maniera diretta il proprio pensiero il direttore del dipartimento di Architettura Paolo Fusero, che va avanti con il suo programma elettorale spiegato a puntate via internet.
Il candidato rettore ha deciso di utilizzare in maniera massiccia il web per la sua campagna elettorale e, nella giornata di ieri, ha reso pubblico sul suo sito la seconda parte del programma elettorale.
E ci ha tenuto a marcare tutta la propria differenza rispetto alla precedente gestione affidata a Carmine Di Ilio e Filippo Del Vecchio.
«Sempre con il dovuto rispetto dei rapporti istituzionali», dice il professore, «ho manifestato la mia posizione contraria ad alcune scelte effettuate dal nostro ateneo in tempi non sospetti, vale a dire a campagna elettorale non ancora iniziata».
»Quello che rimprovero al rettore uscente», sottolinea Fusero, «è il fatto di non avere assunto con autorevolezza la conduzione politica dell’università, e di aver lasciato spazio a un direttore generale che ha esacerbato gli animi con i suoi modi di fare, prima ancora che con i suoi provvedimenti amministrativi. Come due agenti chimici che presi separatamente non sono pericolosi, ma che diventano esplosivi nella loro combinazione, così il rettore uscente avrebbe potuto segnare diversamente il suo mandato se avesse potuto contare su un direttore generale meno “esuberante”, e allo stesso modo, forse, il dg sarebbe risultato meno inviso al personale se fosse stato “confinato” nei suoi ruoli e nelle sue stanze da un rettore più “robusto”. La linea politica di un ateneo deve essere indicata dal rettore, coadiuvato dagli organi di ateneo deputati. Il direttore generale deve limitarsi ad applicare gli indirizzi politici ricevuti, traducendoli in corrette procedure amministrative».
Se diventasse rettore, Fusero dice di voler gestire l’ateneo in maniera autorevole ma anche essere disponibile all’ascolto. Si doterà di una squadra e rifiuterà il principio dell’uomo solo al comando. «La squadra perciò sarà determinante», dice il direttore di dipartimento, «a cominciare dal direttore generale».
«La necessità di un riallineamento delle cariche di rettore e direttore generale», conclude, «è un fatto irrinunciabile». (a.i.)

